Generali, nuova intesa su vendita della Migdal

ASSICURAZIONI. Cessione per 705 milioni
Il titlo vola anche sulle grandi manovre finanziarie nel Leone
07/09/2012

MILANO Generali rifà l'accordo di vendita dell'israeliana Migdal, che andrà a Eliahu Insurance per 705 milioni e non più a 835 milioni come annunciato a marzo. Nel frattempo l'acquirente di Tel Aviv non aveva ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie entro i termini previsti e il comparto assicurativo israeliano è sceso pesantemente in Borsa, anche per il mutato assetto regolamentare nel Paese. Le nuove intese sulla cessione del 69,13% di Migdal sembrano sbloccare insomma un dossier che rischiava di arenarsi. Con l'operazione il gruppo del Leone prevede di migliorare di 2,2 punti i coefficienti di solvibilità, rispetto ai 2,4 punti attesi con il precedente accordo. L'intesa dovrebbe avere poi tempi rapidi considerando la penale per 125 milioni che Eliahu dovrà versare al Leone se la transazione non verrà perfezionata entro fine ottobre. Il titolo Generali ha visto intanto una seduta vivace in Borsa, portandosi in rialzo del 6,18% a 12,19 euro, in un clima comunque euforico per tutti i finanziari. Più che Migdal, giocano le speculazioni sui possibili movimenti a breve nell'azionariato e in particolare su nuovi acquisti da parte di Leonardo Del Vecchio. L'imprenditore agordino, particolarmente attento alle vicende che riguardano il gruppo di Trieste, ha collocato giusto ieri un pacchetto Luxottica incassando 486 milioni e il mercato crede in un suo nuovo rafforzamento nel Leone, dov'era salito al 3% solo ad aprile. A luglio tra l'altro Del Vecchio si era portato anche al 2% di Unicredit, e la speculazione ha guardato anche all'istituto di Piazza Cordusio per l'ipotetico nuovo shopping del patron di Luxottica (Unicredit è salita in Borsa ieri dell'8,14% a 3,5). L'attesa, comunque, è che qualcosa si possa muovere nel capitale di Generali anche a partire da Mediobanca. Nell'ambito delle nuove regole di Basilea 3 potrebbe venir chiamata a limare nei prossimi anni la sua quota del 13,5% di Trieste. Considerando però l'aria di riassetto che tira in questi giorni il pacchetto potrebbe venir sistemato ben prima, è il ragionamento del mercato. Intanto, ricostruzioni di stampa segnalano che nell'ambito del passaggio delle funzioni dell'Isvap a Bankitalia potrebbero scattare anche delle riflessioni sulla quota del 4,5% di Generali detenuta dall'istituto di via Nazionale, visto il potenziale conflitto d'interesse tra l'esercizio della vigilanza assicurativa e la partecipazione in mano al fondo pensione della banca centrale. Oggi intanto Generali riunirà un comitato esecutivo.




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