Vicenza Qualità si rifà il look «Ora c'è “made in Vicenza”»

ISTITUZIONI. Presentato ieri in Camera di commercio il nuovo corso dell'azienda speciale
De Marchi: «Portiamo le nostre Pmi vicine ai mercati mondiali» GERMAINE BARRETO
01/02/2012
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Germaine Barreto e Filippo De Marchi. COLORFOTO/F. IMPIUMI

Roberto Luciani VICENZA «Aiutateci a non sparire». Nel giorno dell'entrata in società di "Made in Vicenza" il grido di dolore arriva dal mondo dei consorzi vitivinicoli, vetrine dell'enologia locale anche grazie alla organizzazione delle celebri e ricercate "strade del vino", prossime ad alzare bandiera bianca dopo l'azzeramento dei contributi. Un allarme che Filippo De Marchi, presidente della nuova creatura della Camera di Commercio, condivide e fa proprio e che in un certo qual senso finisce con il rendere ancora più d'attualità il passaggio di consegne celebrato nella nuova sede camerale di via Montale 27, zona Pomari. Signori si cambia, dunque. L'azienda speciale della Camera di commercio "Vicenza Qualità" diventa "made in Vicenza" e per far capire che non è mai stato quell'ente certificatore per cui spesso veniva confusa, si rifà completamente il look. Cominciando dal logo, due tessere, una verde ed una rossa, che, stando ai tempi, evoca più un rompicapo che un puzzle. Nome e logo nuovi - ed a breve il restyling interesserà pure il sito e la comunicazione esterna - ma la mission resta immutata. Come pure la parola d'ordine: internazionalizzazione. Spiega il presidente De Marchi: «Il nostro obiettivo è quello di sostenere le aziende vicentine nella conoscenza dei mercati mondiali, specialmente quelli emergenti, facendosi di conseguenza conoscere dagli stessi. E più sono lontani, meglio è dal momento che quello europeo è oramai un mercato interno». Insomma, una partita a tutto campo giocata con uno schema tattico collaudato nel tempo e reso vincente dai numeri. Spiega la direttrice Germaine Barreto: «Nel 2011 le Fiere all'estero sono diventate 35, rispetto alle 25 dell'anno precedente, con 222 aziende partecipanti (115 nel 2010). Vale anche per le missioni, quasi raddoppiate nel numero (13) e nella partecipazione delle imprese (43) nonostante le crisi verificatesi soprattutto nei Paesi dell'Africa mediterranea». Un mattoncino lo ha portato certamente anche la decisione di contribuire alle spese di trasferta dei soci fino ad un massimo di 1.000 euro, il resto lo ha fatto il buon nome di Vicenza e della sua economia. Buon nome che è davvero tale se la nostra provincia è il referente nazionale del settore meccanico nonché il coordinatore di tutte le missioni in India. Una credibilità costruita con pazienza ed in sinergia, che ha portato delegazioni vicentine, spesso con tanto di commesse finali, in Ghana, Sudafrica, America Latina, Estremo Oriente e Arabia. «Noi non siamo contro nessuno e non vogliamo sostituirci a nessuno - dice De Marchi -. Collaboriamo strettamente con Veneto Promozione ma anche con le altre aziende speciali regionali. Il nostro riferimento sono le imprese e ce ne sono tante di piccole che fanno un prodotto di nicchia e che proprio per questo potrebbero affrontare bene nuovi mercati ma non hanno strumenti per farlo. Abbiamo consolidato la nostre presenza all'estero tanto che quest'anno, accanto ai desk di Città del Messico, Lima, Casablanca, Mumbai, Pechino, Shangai e Tokyo, abbiamo previsto anche aperture a S.Paolo, Abu Dhabi e Mosca». Il consiglio per le imprese è presto detto: «A tutti diciamo che la differenziazione è un pregio ma può diventare un difetto se non facciamo rete aiutando gli stranieri ad individuarci meglio».

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