Btp, rendimenti giù e spread a 430
DEBITO. Soddisfacenti i risultati delle aste di ieri nonostante il decennale rimanga sopra il 6% e il quinquennale al 5,39%, collocati 7,5 miliardiIl mercato si attendeva un calo maggiore dei tassi: intorno al 5% per quello a 5 anni e per quello a10 sotto al 6%
ROMA Rendimenti in calo ma sempre alti per i Btp e collocamento di importo elevato sebbene sotto i massimi previsti. L'asta dei titoli di stato non è stata brillantissima, ma il Tesoro può dirsi soddisfatto dell'esito del test dopo il taglio del giudizio di Fitch venerdì mentre gli accordi in Europa sulla Grecia stentano ad arrivare, che dimostra la tenuta del sistema Italia e degli investitori istituzionali, specie nazionali. Il mercato è scosso da previsioni non buone per l'economia europea e per il deteriorarsi della crisi del Portogallo che tengono alto lo spread con il Bund. Malgrado non sia stato collocato il massimo previsto, l'Italia piazza così 7,5 miliardi di euro con un taglio dei rendimenti di circa un punto per i decennali (da 6,93 di dicembre a 6,08%) e per i quinquennali (da 6,47 a 5,39%). Il Btp quinquennale che pure registra domande per 4,6 miliardi non è stato collocato per l'ammontare massimo previsto di 4 miliardi ma si ferma a 3,57 miliardi. Tiene così la domanda degli investitori istituzionali e del retail specie quelli nazionali, attratti dai rendimenti. Il mercato si attendeva una riduzione più marcata delle cedole: intorno al 4,9-5% per il 5 anni e sotto il 6 per il decennale, ma volatilità e brutte notizie dal Portogallo, dove si fa sempre più concreta l'ipotesi di ristrutturazione del debito, hanno frenato gli investitori. I tecnici del Tesoro hanno chiuso comunque un gennaio soddisfacente che ha segnato un'inversione di tendenza con cali dei rendimenti. Le prossime aste a metà mese, di breve termine, saranno più agevoli e beneficeranno del sostegno della maxi liquidità concessa dalla Bce a tre anni al tasso dell'1% che potrà essere infatti utilizzata dalle banche per l'acquisto di titoli. La Bce ha tagliato gli acquisti di bond governativi sul mercato secondario la scorsa settimana da 2,2 miliardi a 63 milioni sebbene si sia affrettata ad acquistare titoli del Portogallo il cui differenziale è schizzato. Nei prossimi giorni della settimana toccherà anche a Germania, Spagna e Francia piazzare i propri titoli. Per Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo, «le aste sono state una grande prova per l'Italia, che è stata egregiamente superata. L'importo collocato», afferma, «è vicino al massimo annunciato e i rendimenti di aggiudicazione molto lontani dai massimi di inizio anno: il nuovo Btp a 5 anni, come consuetudine dall'inizio della crisi, ha pagato un premio in qualità di benchmark, mentre sugli altri Btp in asta l'allocazione è stata più agevole e in linea con le quotazioni di secondario». Per Annalisa Piazza di Newedge «la domanda non è stata male sembra aver prevalso una certa cautela».
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