Borse europee deboli sull'incertezza in Grecia Piazza Affari -1,21%

31/01/2012

Comincia male la settimana sui mercati finanziari. Il nulla di fatto sulla Grecia, dopo che gli investitori avevano puntato su un accordo della fine settimana ha raffreddato la moderata fiducia che aveva sostenuto i listini nelle ultime sedute e frenato le aspettative sul vertice Ue di Bruxelles. Il deciso no di Atene alla prospettiva indicata dalla Germania di commissariare il Paese ha pesato sull'andamento dei mercati in un clima di crescente scetticismo sulla capacità del patto di bilancio, al centro del summit di Bruxelles, di dare risposte immediate alla crisi. Tanto più che ad alimentare l'incertezza sulla tenuta della zona euro è tornata l'incognita del Portogallo dopo che gli spread di Lisbona sono schizzati a livelli record sui Bund alimentando i timori di una richiesta di aiuti. Minor impatto ha avuto su Milano la stima di Moody's sul Pil, visto in calo dell'1% quest'anno per l'impatto del decreto Salva-Italia che, scrive l'agenzia di rating, «ridurrà il reddito disponibile delle famiglie». Piazza Affari mossa anche dall'esito dell'asta di Btp mentre gli spread sono rimasti alti a 430 punti base, ha concluso la seduta in calo dell'1,21% in linea con le altre borse del Vecchio Continente. Francoforte ha infatti perso l'1,04, Parigi l'1,60, Madrid l'1,62. Lisbona è scesa del 2,45, Atene, controcorrente, ha guadagnato l'1,13%. Fuori dall'euro zona, infine, Londra ha registrato una flessione dell'1,31%. Su Piazza Affari, oltre alle banche, hanno pesato i titoli del gruppo Ligresti. Il venir meno della prospettiva dell'opa, abbandonata nella versione definitiva del salvataggio da parte di Unipol, ha affossato Premafin (-22,08% a 0,24 euro). Scivolone anche per Fonsai (-8,3% a 0,63%) alla luce di una maxi-perdita da 1,1 miliardi e di un aumento di capitale dello stesso ammontare, molto superiore ai 750 milioni indicati a fine dicembre. In linea si è mossa la Milano (-6,69% a 0,23 euro) mentre è stata più composta, ma solo inizialmente, la reazione di Unipol (-3,32% a 0,19 euro), che aveva già in parte scontato nelle scorse settimane l'impegno nell'operazione. Tra i bancari, depressi in tutta Europa, peggiore è Bpm (-5,92%) con il Banco Popolare (-5,49). Male anche Mediobanca (-4,66). Unicredit, che ha fatto il tutto esaurito nell'aumento di capitale chiuso venerdì, -2,36%. Strappa Benetton, in controtendenza rispetto al resto del listino, alla vigilia dei conti +13,13%, male Finmeccanica -6,15, reduce da un serie di sedute positive. Invariata Fiat, bene Pirelli (-0,64%), meglio Impregilo (+1,07) e Lottomatica (+1,27).




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