Tajani: «Risposta rapida» Ciambetti: «Giù i tassi»

29/01/2012
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Roberto Ciambetti

Banche e imprese sono indipendenti dalla politica ma la politica può aggravare la situazione già difficile o aiutarle a uscirne. Dall'incontro di ieri pare prevalere, per fortuna, la seconda opzione. Mussari ha confermato l'idea originaria dell'Abi a proposito delle imposizioni dell'Eba, l'autorità bancaria europea, sugli indici patrimoniali degli istituti di credito: assurdi. «Bisogna dare una risposta politica alla crisi - ha detto Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, intervenendo al Road show dell'Abi a Vicenza - ed è l'unico modo per uscirne altrimenti non sono possibili scelte giuste nemmeno a livello economico e finanziario: finora hanno lavorato gli sherpa, ora tocca ai capi di governo mettersi d'accordo». Non poteva mancare, poi, una frecciata alle agenzie di rating, ree di aver retrocesso l'Italia in serie B. «Le agenzie private che intervengono con scelte a orologeria diventano agenzie che lavorano con degli obiettivi: nel momento in cui il dollaro si confronta con l'euro, il sospetto che non aiutino l'euro ma il dollaro viene spontaneo». Ma non c'è solo il livello europeo. Mussari ha detto di avere apprezzato l'iniziativa dell'assessore regionale Roberto Ciambetti, che l'altro giorno ha riunito attorno a un tavolo rappresentanti di Abi dei Confidi e della Federazione Bcc. «È stato un incontro sicuramente positivo - ha ricordato lo stesso Ciambetti -. In vista del prossimo appuntamento ho chiesto all'Abi un report aggiornato della situazione del Veneto, territorio per territorio, per valutare al meglio con le categorie economiche le realtà e le esigenze delle diverse zone che sono anche molto diversificate tra loro». Sul tavolo l'ipotesi d'intervento regionale per abbassare i tassi d'interesse da avviare sperimentalmente con banche, confidi e associazioni di categoria. «Un atteggiamento costruttivo - l'ha definito Mussari - che avvia un processo di confronto costruttivo caratterizzato dal medesimo obiettivo di tutte le istituzioni coinvolte». La partita più dura, però, si gioca a Bruxelles. «E non è che l'Italia non possa farcela da sola: l'Italia non deve farcela da sola».

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