L'Eurispes: «Italia, Paese a corto di speranza e i giovani sono in fuga»

27/01/2012

Italia a corto di speranza, con un senso di depressione: i poveri vedono allontanarsi la possibilità di migliorare, il ceto medio si proletarizza e i ricchi si sentono criminalizzati. Così l'istituto di ricerca l'Eurispes, che propone per restituire all'Italia «il futuro che merita» di tornare alla «buona politica». Il Rapporto Italia 2012, presentato ieri in concomitanza con i 30 anni dell'istituto, descrive un Paese sfiancato e impotente: bloccato. Preoccupa che gli sfiduciati siano tra 25 e 34 anni. Il 60% tra 18 e 34 anni si dice disposto ad andare all'estero per trovare maggiori opportunità di lavoro e di vita. Il 2011 è stato un anno da dimenticare: la situazione del Paese secondo il 67% è nettamente peggiorata. Dato peggiore delle rilevazioni Eurispes 2004 e in aumento, +15,2%, rispetto al 2010. Oltre metà degli italiani ritiene utili i sacrifici chiesti per far fronte alla crisi. La responsabilità della situazione, ha dichiarato Gian MAria Faram, presidente dell'Eurispes, è della classe dirigente generale: imprenditori, elite culturali, manager pubblici e privati, sindacalisti, grandi commis di Stato, magistrati, professori, uomini dell'informazione e della ricerca. Una «classe dirigente generale» che «costituisce un blocco solidale e separato dal resto del Paese, articolato sul modello feudale» e che non vuole rinunciare ai privilegi. Anche la società ha molto da farsi perdonare: «si è adeguata diventando complice della classe dirigente, in cambio della tolleranza e della comprensione dei propri istinti egoistici e familisti che deresponsabilizzano e assicurano nicchie di impunità e di esercizio di piccolo potere». Per uscire dalla crisi, occorre, afferma l'Eurispes, una presa di coscienza e la rottura del patto di complicità che blocca la società e soprattutto, la riscoperta di doveri e responsabilità, superando egoismo e difesa corporativa degli interessi. Su lavoro e occupazione, l'istituto sollecita le parti sociali a un confronto senza preclusioni. Infine, l'allarme sulla situazione dei ceti medi e sul progressivo impoverimento delle famiglie, che mettono in discussione la tenuta stessa del sistema. L'Eurispes evidenzia anche il pericolo della riapertura di una nuova stagione di conflitti ispirati da interessi particolari e corporativi.




commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.