Pericolo derivati Il Cuoa prepara progetto di legge

FINANZA. Per evitare l'uso indiscriminato di questi strumenti
Nel mirino in particolare il Credit default swap Girino: «Serve un severo apparato sanzionatorio»
02/10/2010
Zoom Foto
Un trader al Nyse. Il Cuoa ha pronto un progetto di legge sui derivati

Marino Smiderle
VICENZA
La tentazione di sottoscrivere l'affermazione di Warren Buffett, specie dopo due anni di disastri economici conseguenti al crac Lehman e dintorni, è forte. «I derivati sono armi finanziarie di distruzione di massa», celebre frase dell'oracolo di Omaha, che fa peraltro il paio col pensiero di George Soros, un altro che di economia e finanza qualcosa capisce, quando sostiene che i Credit default swap andrebbero messi al bando semplicemente perché gli svantaggi sono superiori ai vantaggi.
Di questo, evidentemente, non è convinto il Cuoa di Altavilla, visto che il suo Osservatorio legislazione & mercati ha lavorato intensamente per produrre una proposta di legge in grado di portare chiarezza, trasparenza e sicurezza proprio per il Credit default swap, uno dei derivati di cui nel passato recente si è fatto un uso scriteriato.
Il Credit default swap (Cds) di fatto è il derivato creditizio più usato e avrebbe la funzione di polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un'obbligazione. In sostanza si tratta di un premio che garantisce dal fallimento dell'emittente del titolo di cui siamo in possesso. Come sappiamo, l'uso indiscriminato e speculativo di questi strumenti ha stravolto il ruolo che questi strumenti finiscono col giocare nei mercati finanziari.
Ecco allora che la proposta di regolamentazione dei Cds, elaborata dall'Osservatorio legislazione & mercati di Cuoa Finance, ha l'effetto di una borraccia d'acqua tra viandanti del deserto. Una proposta che poggia su alcuni principi. «Primo: la cancellazione dell'equiparazione del Cds (operata da un decreto ministeriale del 2007 e confermata dall'attuazione della direttiva Mifid) allo strumento finanziario, che ha condotto alla paradossale conseguenza di consentire l'indiscriminata finanziarizzazione del sinistro creditizio. Secondo: il divieto di stipulare più Cds su una stessa posizione, ovvero su posizioni di credito inesistenti o artificialmente dilatate. Terzo: l'obbligo di precisare nel contratto i casi e i termini di accertamento dell'evento di credito, responsabilizzando in tal senso lo stesso agente di calcolo: ciò al fine di prevenire impieghi abnormi dello strumento attivandone i meccanismi risarcitori anche in casi nei quali non si configuri uno stato di inadempienza o di reale pre-inadempienza. Infine, l'introduzione di un apposito regime di trasparenza, basato sulla comunicazione alle autorità di vigilanza degli estremi del contratto».
«L'effettività dell'impianto normativo - spiega l'avvocato Emilio Girino, componente dell'Ol&m di Cuoa Finance - è garantita da un severo apparato sanzionatorio tanto civilistico, vedi nullità del contratto, che amministrativo, e penso a sanzioni fisse pari al 50% del valore del credito garantito, inflitte tanto al compratore quanto al venditore, tali da scoraggiare qualsivoglia violazione. Oltre che da una apposita previsione di diritto internazionale privato, che rende applicabile la legge italiana nel caso in cui esista un qualche collegamento con il territorio nazionale».
«Un'ulteriore rilevante ipotesi prevista nel progetto di legge - conclude Girino - riguarda la cessione dei Cds stipulati e i titoli che li incorporano (Credit linked notes). La prima deve sottostare alle stesse regole della stipulazione originaria, mentre le Credit linked notes non possono essere ceduti alla clientela retail se non a patto di garantire dal cedente, sino alla scadenza, la solvenza dell'emittente originario».