Cariverona, ora spunta il caso di Dalla Rovere

FONDAZIONE. Dopo il Consiglio generale scatterà la nomina del cda
È il vicepresidente uscente per il Vicentino ma non è chiaro se gli enti berici lo sostengano Variati prende tempo. Schneck: «Io sono per lui» LUIGI COPIELLO
01/09/2010

Marino Smiderle
VICENZA
Il nome di Ambrogio Dalla Rovere non compare in alcuna terna e questo ha, come dire, spaventato i molti rappresentanti di enti vicentini che negli anni scorsi hanno usufruito del suo tramite per ricevere i cospicui finanziamenti erogati dalla Fondazione Cariverona. Non vedendolo tra i candidati espressi, tra gli altri, di Comune e Provincia di Vicenza, qualcuno ha pensato a un clamoroso benservito, nell'ottica del più ampio giro di giostra avviato, soprattutto a livello veronese, dal sindaco Flavio Tosi e dalla dichiarata intenzione di contare di più da parte della Lega Nord. In realtà il nome del vicepresidente uscente della Fondazione, Dalla Rovere appunto, non doveva apparire proprio perché da queste terne usciranno i futuri componenti del Consiglio generale. Per quanto riguarda la composizione del più ristretto, e più importante, Consiglio di amministrazione, di cui Dalla Rovere fa attualmente parte, si dovrà invece aspettare l'insediamento del nuovo Consiglio generale.
Tutto tranquillo, dunque? Neanche per idea. Da Verona rimbalza infatti la voce secondo la quale Vicenza, che per statuto ha diritto a un vicepresidente, non avrebbe intenzione di rinnovare il mandato a Dalla Rovere. E quindi, come se non bastassero i rumours circa la conferma (molto probabile ma ancora non certissima) del presidente Paolo Biasi da parte di Tosi, ecco che arrivano quelli circa la sorte dell'imprenditore vicentino.
«È ancora presto per parlarne - mette le mani avanti il sindaco di Vicenza, Achille Variati, la cui volontà peserà molto nella scelta del candidato da indicare al consiglio generale e al presidente della Fondazione al momento della nomina del cda -. Dalla Rovere ha lavorato bene nel corso del suo mandato ma ancora non c'è stato un confronto tra i vari enti vicentini e quindi non so dire se si opterà per una sua riconferma o per la scelta di un altro rappresentante. Ci troveremo verso metà settembre e insieme prenderemo una decisione al riguardo».
Non decide solo Variati, questo è pacifico. Ma il fatto che il primo cittadino di Vicenza non prenda una posizione netta a favore della riconferma di Dalla Rovere dà spessore alla possibilità, fino a ieri neanche presa in considerazione, del cambio. Un cambio che, a questo punto, avrebbe poco a che fare con la politica, visto che Dalla Rovere è un imprenditore non inquadrabile in alcun schieramento, e nemmeno con i risultati del suo operato, vista la generale soddisfazione manifestata da sindaci (anche da Variati), sindacalisti, manager della sanità e tutti gli altri esponenti della classe dirigente vicentina.
E dunque? «E dunque io sono assolutamente favorevole alla sua riconferma - interviene Attilio Schneck, presidente della Provincia di Vicenza e altro grande elettore in questa partita -. Mi pare che i risultati parlino da soli e, comunque, avere un imprenditore esperto di banca alla vicepresidenza della Fondazione Cariverona mi pare una garanzia per la nostra realtà».
«Auspico che si vada nel segno della continuità - aggiunge Luigi Copiello, segretario generale della Cisl di Vicenza - perché non ho sentito un giudizio negativo su Dalla Rovere. Non vorrei che la sua competenza in materia, preziosa se ragioniamo in ottica vicentina, avesse un po' disturbato il manovratore. Motivo in più per confermarlo».
Traducendo le parole di Copiello: Dalla Rovere era l'unico che sapeva controbattere a Biasi al momento delle decisioni e l'eventuale sostituzione con uno più "morbido" non sarebbe malvista dal patron veronese. Qui però si dimentica che Biasi fu tra i più entusiasti sostenitori dell'ingresso di Dalla Rovere in cda, e che lo stesso Dalla Rovere accettò, inizialmente a malincuore, di uscire dal consiglio di Unicredit per mettersi al servizio della Fondazione e di Vicenza. Poi, nel corso degli anni, questo suo servizio si è tradotto con l'applicazione certosina delle percentuali di spettanza delle singole province stabilita ai tempi della Cassa di Risparmio secondo impieghi e raccolta delle diverse realtà: a Vicenza spetterebbe, su questa base, il 24 per cento dei proventi della Fondazione e il vicepresidente è uno che sa far di conto, magari anche troppo.
Altra chiave di lettura può essere trovata nel fatto che Dalla Rovere siede anche nel cda di Veneto Banca, possibile oggetto, con Banca Popolare di Vicenza, dei prossimi programmi di investimento della Fondazione Cariverona interessata a diversificare i suoi asset troppo sbilanciati su Unicredit. I due incarichi non sono formalmente incompatibili ma nei salotti buoni della finanza nordestina qualcuno potrebbe avere avuto da ridire. La partita è appena incominciata.