«Integrare la creatività con strumenti gestionali»

IL CONVEGNO. Alla Forall di Quinto incontro tra la facoltà di economia e i dirigenti dell'azienda
Il prof. Cappellari: «Nel lusso questa è la ricetta che consente alle aziende di sopravvivere alla crisi». L'intervento di Gubitta
13/03/2010
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Manuela Miola

QUINTO VICENTINO
«Le imprese del settore del lusso che resistono alla crisi sono quelle che hanno integrato la creatività con i moderni strumenti di gestione. Lo dicono i numeri e lo stiamo vedendo anche noi nelle nostre sistematiche ricerche». È il pensiero di Romano Cappellari, un'autorità accademica a Padova che ieri a Quinto Vicentino ha organizzato un forum per fare il punto su come è cambiato il cliente del lusso nel periodo di crisi.
Ma facciamo un passo indietro per capire di cosa si tratta. "Italian Style Management" è il network ideato per aggregare i laureati della facoltà di economia dell'università di Padova che lavorano nel mondo dei prodotti lifestyle (fashion, food, retail e dintorni) con le imprese che operano in questo settore e i docenti della facoltà che studiano le loro strategie e le loro pratiche manageriali.
Il network, promosso da Romano Cappellari, docente di Retail Marketing e presidente del corso di laurea in Economia & Management e da Paolo Gubitta, docente di Organizzazione aziendale e delegato della facoltà per i rapporti con le imprese, si propone di consolidare i rapporti con le imprese del territorio e i laureati della facoltà di economia.
L'occasione è giunta giusto ieri pomeriggio: nei locali dello showroom Pal Zileri a Quinto Vicentino, s'è tenuto il primo incontro del network "Italian style management". Si è parlato di come è cambiato il cliente del lusso con la crisi.
Si sono succeduti gli interventi di Elena Meneghetti, direzione marketing della Forall, di Bruno Magnaguagno, master tailor Pal Zileri, di Manuela Miola, direttore marketing e comunicazione della Forall.
Numerosi gli spunti emersi durante il confronto, che è stato approfondito. Sintetizza Paolo Gubitta: «Rinnovare i prodotti del Made in Italy è un'operazione necessaria e utile per tutti perché il "saper fare" non si improvvisa. I nostri dati ci dicono che i nostri laureati trovano lavoro proprio nelle imprese del made in Italy. Il network Italian Style Management è uno dei modi con cui la mia facoltà si apre alla comunità economica e sociale e mette a disposizione i risultati delle proprie ricerche. Oltre all'appuntamento alla Pal Zileri, a marzo incontreremo i direttori del personale di cinquanta aziende del Nordest. Questa è la vera "università aperta"».