Cassa integrazione in aumento verticale
L 'ANDAMENTO. I dati dell'Inps letti con preoccupazione dai sindacati. Marina Bergamin: «Mettiamo in archivio il facile ottimismo». Franca Porto: «Siamo nel tunnel»A gennaio e febbraio nel Vicentino s'è già fatto ricorso per oltre 5,5 milioni di ore: in tutto il 2009 erano state 21 milioni
VICENZA
Oltre cinque milioni e mezzo di ore di cassa integrazione nei primi due mesi dell'anno. Vale a dire un aumento verticale rispetto all'anno scorso. In dettaglio, sono 1.303.216 ore di cassa integrazione ordinaria più 4.232.848 ore di cassa integrazione straordinaria. In totale, 5.536.064 ore in due mesi. Rispetto ai 21 milioni dell'intero 2009 l'indicazione è chiara e precisa: la crisi non s'è fermata, anzi.
Marina Bergamin, fresca della riconferma a segretaria della Cgil, parla di "numeri da brivido". Li ha letti più volte sul sito dell'Inps per essere sicura di non sbagliare. A costo si sfidare colleghi e addetti ai lavori, che l'accusano di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, spara un giudizio netto: «Mettiamo in archivio il facile ottimismo di chi diceva che il peggio è passato. Anche i licenziamenti sono una spia d'allarme: da gennaio sono 1.499». E prosegue: «È pazzesco attardarsi su questo tema cruciale, impegnare il parlamento su provvedimenti che nulla hanno a che fare con il bene del Paese. Bene che si chiama economia, tessuto produttivo, occupazione, vita delle persone. Anche il positivo e bipartisan disegno di legge che allunga a 18 mesi la Cigo forse si impantanerà nelle secche della copertura finanziaria (che per altri provvedimenti si trova sempre) e allo stop irragionevole del ministro Sacconi. Non va affatto bene!».
Le dà ragione un'altra vicentina, Franca Porto, segretaria regionale della Cisl: «Quello che sappiamo è che non siamo fuori dal tunnel della crisi; quello che non sappiamo è invece quanto ci manca per uscirne. I numeri della Cig (a cui peraltro si stanno aggiungendo nelle piccole aziende le sospensioni coperte provvisoriamente dalla indennità di disoccupazione) unitamente ai dati sui licenziamenti segnalano che sul fronte occupazione c'è bisogno di rafforzare gli ammortizzatori sociali ma che è altrettanto urgente mettere in campo tutte le risorse e gli strumenti per favorire la ripresa economica».
«Viceversa - insiste Marina Bergamin - si è fatto prestissimo a trovare un modo per aggirare l'articolo 18 e introdurre surrettiziamente una sorta di contratto individuale, all'atto dell'assunzione. Si è fatto presto a far tornare, di fatto, a 15 anni l'obbligo formativo sostituendolo con un anno di apprendistato. Credono che su questo possa poggiare il futuro del Paese?»
Tuona ancora la segretaria Cgil: «Non si vede traccia di una politica industriale: quale sarà l'approdo di un sistema produttivo fortemente manifatturiero se non si investe in innovazione, ricerca, formazione? Se non si sceglie quali produzioni sostenere, quali rilanciare, dove investire massicciamente? Il nostro obiettivo è non giungere ai licenziamenti, utilizzare tutti gli ammortizzatori esistenti, non disperdere professionalità, ma anche rivendicare piani industriali».
E da queste ragioni Marina Bergamin trae i motivi per invitare alla mobilitazione di oggi: alla giornata di sciopero a Padova è prevista la presenza di Guglielmo Epifani.
Tweet Segui @GiornaleVicenza