Il 2009 chiude con -5,1% di pil A gennaio produzione +2,6%
CRISI. I dati Istat evidenziano la ripartenza dell'industria. Italia sotto la media dei Paesi OcseIl governo accelera sul decreto incentivi e ribadisce il no a prolungare la cig ordinaria La Ragioneria: non c'è copertura
ROMA
Il pil nel 2009 è sceso del 5,1% ai minimi dal 1971, quaando è iniziata la rilavazione statistica. A gennaio la produzione industriale segna +2,6%, rispetto a dicembre, dato superiore alle attese che indica anche un recupero di investimenti. Lo afferma l'Istat. A gennaio l'indice manifatturiero, dopo il -3,3% su base annua. corretto per i giorni lavorativi è +0,1% mentre il dato di dicembre è stato rivisto dal -0,7 al -0,2%.
«Siamo nella fase di fine del calo della produzione», afferma l'Istat anche se il tentativo di ripresa deve fare i conti con una situazione difficile sul fronte dell'occupazione. «Il 2010 si conferma anno di ripresa, seppure ancora timida e per questo dobbiamo fare il possibile per accelerare la crescita produttiva, unica garanzia del mantenimento dei posti di lavoro», commenta Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo. Ma il Pd attacca: nell'ultimo trimestre 2009 l'Italia ha fatto peggio della media europea. Confindustria vede un pil a quota 1% nel 2010.
L'Italia è tra i Paesi Ocse che più subirà gli effetti della crisi. È quanto afferma l'Ocse nel rapporto Obiettivo crescita in cui stima che nel lungo periodo la crisi si tradurrà per l'Italia in un calo di 4,1 punti di pil, contro una media Ocse di 3,1. L'Italia, per l'Ocse, deve ridurre le tasse su lavoro e pensioni, aumentare deduzioni Irap e dovrà porre fine ai condoni fiscali, finanziando le riduzioni con la lotta all'evasione.
DECRETO INCENTIVI. Intanto accelera il decreto incentivi per consumi e aree di crisi che, dopo i rinvii, dovrebbe approdare in consiglio dei ministri la prossima settimana. Ieri Silvio Berlusconi ha riunito a Palazzo Grazioli i ministri Giulio Tremonti e Claudio Scajola per fare il punto sul provvedimento che istituisce un fondo unico da 300-350 milioni con cui finanziare, secondo indiscrezioni, quattro mesi di bonus fiscali per elettrodomestici, scooter, cucine componibili, trattori e rimorchi oltre a una serie di interventi per lo sviluppo (a partire dagli accordi di programma per alcune aree industriali crisi). Il governo lavora aanche alla rottamazione di macchine agricole e per l'edilizia.
CIG ORDINARIA. Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro ha ufficializzato il no del governo al prolungamento di 6 mesi della cassa integrazione ordinaria, da un anno a un anno e mezzo inserito con un emendamento approvato da Pdl, Lega e Pd in Commissione lavoro alla Camera.
Parere negativo al prolungamento è stato espresso anche dalla Ragioneria generale dello Stato che ne ha fatto una questione di risorse, calcolando che l'operazione costerebbe in due anni (2010-2011) non meno di 850 milioni. Cifra su cui non ci sono coperture idonee e che finirebbe per aprire una nuova falle nei conti pubblici. Secondo la Ragioneria, «la misura, in termini di indebitamento netto, pesa almeno 500 milioni di euro all'anno, cifra che se calcolata in termini di saldo netto da finanziare è non inferiore a 850 milioni di euro annui». Soldi, lasciano intendere alla Ragioneria, di non facile reperibilità. «Per l'anno 2010 la copertura non potrebbe che derivare dalla riduzione degli stanziamenti per ammortizzatori sociali in deroga mentre per il 2011 non risultano disponibili risorse per la copertura della disposizione».
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