Svedese in Africa guida dal bordello la riscossa dei neri

IL LIBRO. «Ricordi di un angelo sporco»
Romanzo storico fuori dagli schemi Henning Mankell sorprende ancora
10/09/2012
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Henning Mankell

Henning Mankell, scrittore scandinavo di successo mondiale, lascia il commissario Wallander per raccontare nella sua ultima opera, Ricordi di un angelo sporco (Marsilio, 397 pagine) la storia di una donna eroica, da lui battezzata Hanna Lundmark, in un giorno lontano improvvisamente scomparsa e dimenticata. Chi era? Da dove veniva? L'autore dichiara di aver indagato la sua esistenza insieme a Tor Sallstrom, suo amico e scrittore africano, che qualche anno fa si era imbattuto nei misteriosi documenti depositati nel vecchio archivio coloniale di Maputo, la capitale del Mozambico. In quei fogli si parlava di una svedese che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento era stata la tenutaria di uno dei bordelli più grandi della città, che all'epoca si chiamava Lourenco Marques. Mankell prende spunto da pochi elementi reali per costruire un romanzo. La vicenda ha inizio nel 1903, quando una grave carestia si abbatte sulla Svezia. Hanna, appena diciassettenne è costretta a lasciare la sua casa e i suoi affetti per imbarcarsi su una nave dove, dopo aver trovato lavoro come cuoca, conoscerà l'amore e la solitudine del lutto. Scesa nel porto di Lourenco Marques, la capitale dell'Africa Orientale Portoghese, sposerà il senhor Vaz, proprietario del bordello; dopo la sua morte, divenuta ricca e potente, dovrà occuparsi della gestione della casa e delle sue ospiti. Hanna, catapultata in una società di incomprensioni razziali che le risulta incomprensibile, confortata solo da Carlos, lo scimpanzè addomesticato che ha ereditato insieme al bordello, si impegnerà in una lunga e snervante lotta per dare dignità ai neri. Si occuperà del futuro delle prostitute anziane, elargirà denaro extra per le loro famiglie, potrà persino comprare il funerale per una delle sue donne e assumere un avvocato per la difesa di una donna nera che ha ucciso il marito bianco, sfidando l'opinione pubblica del luogo. Hanna è l'angelo sporco, «sulle ali porta la polvere del mondo in cui si è arricchita», ma è pur sempre una benefattrice che si prende cura dei più deboli. «Avevo circa vent'anni quando ho cominciato a sentire il forte desiderio di vedere il mondo lontano dall'egocentrismo europeo», ha dichiarato l'autore in un'intervista, aggiungendo: «Oggi l'Africa gode di miglior salute, anche se ha sofferto enormemente con la colonizzazione, che le ha rubato 400 anni di storia. Non abbiamo portato via solo i minerali all'Africa: le abbiamo rubato il tempo, lo sviluppo pacifico e paziente dell'essere umano. Mi infurio quando pretendiamo di introdurre la democrazia in un Paese come il Mozambico. Gli diamo soldi, ci aspettiamo che facciano delle elezioni, e poi ci tiriamo fuori, dimenticandoci che a noi sono serviti cent'anni per organizzare la nostra democrazia. È un fallimento della nostra stessa memoria pretendere che l'Africa si sviluppi in un breve periodo». Nel 1985 Mankell ha fondato il teatro Avenida, a Maputo, dove trascorre buona parte del suo tempo.

Flavia Marani




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