Bellocchio: «Italiani sconfitti, sì Ma non chiamateci provinciali»
CINEMA. Dopo la mostra di Venezia si rallegra solo Ciprì, premiato per la fotografia: «Non è solo un contentino»Il regista difende il film ispirato al caso Englaro: «È un tema universale, non accetto lezioni»
Cerca di far buon viso a cattivo gioco, Marco Bellocchio, dopo il risultato per lui deludente del concorso alla Mostra del cinema di Venezia: «Ho partecipato alla competizione e sono stato sconfitto. Questa è un'indubbia verità». Così il regista, in una dichiarazione firmata, commenta il verdetto della giuria che ha lasciato senza nessun riconoscimento il suo film Bella addormentata, «ispirato alla vicenda di Eluana Englaro», come ossessivamente ripetuto in uno spot radiofonico durante tutto il festival. Ma è tutto il cinema italiano a uscire male dalla Mostra di Venezia. «Era nel conto. Lamentarsi, no», aggiunge Bellocchio, che è anche in vena di scherzarci sopra. «Ora mi viene in mente Charles Aznavour nella versione italiana dio una sua canzone. Quel passaggio: la dignità devi salvarla malgrado il male che tu senti, devi partir senza tornar...» Continua Bellocchio: «La sola cosa che mi viene da pensare è la critica, pare di un membro della giuria, rivolta al cinema italiano, che sarebbe troppo provinciale, autoreferenziale, non si occuperebbe di temi universali». Solo a questo punto il regista si scalda. Non ci sta: «Ora io di imbecillità così ne ho piene le scatole. L'eutanasia, la tragedia o il dramma del fine vita sono forse un tema provinciale? Accetto la decisione della giuria, avendo accettato di partecipare al concorso. La giuria ha giudicato secondo la sua idea di bellezza: i film premiati erano i più belli. Basta. Ma non ci vengano a dare lezioni su cosa gli italiani dovrebbe raccontare al cinema». Nel panorama di scontento, c'è anche chi non disprezza quello che ha ricevuto, ma ci tiene a sottolineare — lo fa Daniele Ciprì, autore di È stato il figlio — che i suoi «non sono due premi di consolazione o due contentini». A Ciprì è stato riconosciuto il migliore contributo tecnico per la fotografia di È stato il figlio, film di cui è anche regista, e sempre per la fotografia di Bella addormentata, diretta da Bellocchio. «È stato apprezzato il lavoro fatto», continua Ciprì, «e di questo ringrazio la giuria, il direttore Alberto Barbera e i selezionatori tutti». Conclude Ciprì: «Sono molto felice del premio Osella d'oro alla fotografia datomi da una giuria internazionale composta da artisti di grande levatura. Sono anche molto orgoglioso di aver scoperto un talento come Fabrizio Falco a cui è stato assegnato il Premio Mastroianni riservato agli emergenti per il mio film e per Bella addormentata». Con la presentazione del film scritto da Paolo Rumiz e diretto da Alessandro Scillitani Il risveglio del fiume segreto si è concluso intanto anche il programma delle Giornate degli autori. Questo il bilancio in numeri della Mostra veneziana 2012: 57 titoli (compresi i corti e gli omaggi), una media di oltre 1.700 spettatori al giorno, tre premi collaterali, 11 incontri di approfondimento ad affiancare la visione dei film e i dialoghi col pubblico al termine delle proiezioni. Sono stati i 1.680 pasti serviti, sei le feste notturne e si è registrata una presenza media di 400 persone al giorno nella Casa degli autori alla Pagoda. «A breve i film delle Giornate saranno a Milano e a Roma», annuncia Gosetti, «ma anche a Toronto, Reykjavik, Abu Dhabi, Mosca e nei mille festival che rilanciano la nostra immagine nel mondo. Da domani, si cambia per migliorare ancora».












