“Animal house” rivive per una notte rock-ska

IL FINALE DI OPERAESTATE. A Bassano maxifesta con band scatenata e duemila giovani
Giuliano Palma galvanizza un toga party in stile college. Con lui la potenza di fiati e corde dei Bluebeaters che chiamano i bis
09/09/2012
Zoom Foto
Giuliano Palma e The Bluebeaters accennano passi di danza

Lorenzo Parolin BASSANO Era il 1978 e sugli schermi dei cinema girava il capostipite di tutte le commedie scolastiche: “Animal House”, con relativo contorno di confraternite, feste e vita da collegiali. A Bassano non l'hanno più dimenticato e venerdì sera al parco “Ragazzi del '99”, Giuliano Palma & The Bluebeaters sono stati abbinati a un toga party studentesco (promosso dall'associazione Snackulture) che usciva dritto dalla sceneggiatura del film. Si dono dati appuntamento così circa duemila studenti tra liceali e universitari, qualche trentenne che si confondeva tra gli adolescenti, e l'abbigliamento era da “antica Roma di maniera” come se piovesse. Insomma, sarà pure vero che il cartellone di “Operaestate” dedica le settimane di chiusura ai linguaggi del contemporaneo, ma un'operazione di “community based art” di così ampia portata a Bassano non si vedeva da tempo. E, per ricostruire le atmosfere da campus, a lato del chiosco delle birre c'era pure chi discuteva dell'eterna rivalità nel football o nella pallacanestro tra i Trojans della University of Southern California e i Bruins di Ucla. Tutto come oltreoceano, o quasi… Palma, naturalmente, è stato al gioco: a conti fatti, l'uomo giusto al posto giusto per garantire una serata senza pensieri, prima che riprenda la scuola o il libretto universitario esiga il suo pedaggio in esami. E, guarda un po', la band sul palco ha funzionato davvero. La voce del leader non è particolarmente estesa, il programma non prevede un brano originale che sia uno e quanto a contenuti siamo leggeri che più non si può: ma dall'insieme di queste tre apparenti debolezze, Palma e i suoi ricavano un concerto che trasmette allegria e coglie nel segno. Insomma, qui la squadra vale più della somma dei singoli. Per un paio d'ore, dopo che l'apertura pomeridiana è toccata ai bassanesi “Vindicators” i ritmi si spostano tra il rock, il soul e lo ska; Palma sul palco si sbraccia, accenna qualche passo di danza e, da consumato drago di balera, si rivolge al pubblico col più classico dei “Su le mani!”. Difficile trattenersi e peccato, per chi ha sforato sull'anagrafe, non avere più vent'anni. Se, poi, il tono scende, entrano in campo i Bluebeaters. Non azzardano assolo, ma in particolare coi fiati riescono a produrre una potenza di fuoco che carica un pubblico già energico di suo. Passano “Che cosa c'è”, “Se ne dicon di parole” o “Black is black” e, quando non sono applausi, sono balli, scherzi, festa di fine estate. Tutto questo nonostante i brani proposti rimandino a un'epoca in cui la maggior parte dei presenti era ben lontana dal venire al mondo. Potenza dello ska, questo sì nelle corde dei ventenni di oggi, che insaporisce gli ultraclassici e accende la platea. Anche il finale è un “come da copione”. Luci spente, la band esce e il pubblico scandisce “Fuo-ri! Fuo-ri!”. È finita? Macchè…ci sono ancora i due cavalli di battaglia “Wonderful life” e “Messico e nuvole” con improvvisazioni a profusione mentre si pensa al prosieguo della festa in discoteca. Esattamente come in “Animal House”.




commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.