Mimì Metallurgico che finì a lavorare anche a Hollywood
COMPLEANNO. Uno degli attori più versatili del cinema italianoGiancarlo Giannini oggi compie 70 anni. I suoi film più famosi con Mariangela Melato, diretti da Lina Wertmüller. Ed è stato sul set di James Bond
Giancarlo Giannini, uno degli attori più versatili del nostro cinema, capace di passare con disinvoltura dalla commedia al dramma, dal piccolo film di nicchia al blockbuster internazionale, compie oggi settant'anni. Nato a La Spezia il 1° agosto 1942, si trasferisce a Napoli coi genitori nel 1952. Lì, complice una passione per le invenzioni che lo accompagnerà tutta la vita, si diploma come perito elettronico. Tuttavia è il suo altro grande amore, la recitazione, a spingerlo a Roma. Studia all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico e, appena diciottenne, esordisce a teatro. A fare la sua fortuna è il regista Franco Zeffirelli che ne fa il protagonista sia di Romeo e Giulietta, sia de La lupa. Il giovane Giannini ha già un curriculum di tutto rispetto ed è anche diventato famoso in tv con David Copperfield (1965), ma il cinema non gli offre grosse possibilità sino al 1970, anno in cui Ettore Scola lo vuole a fianco di Monica Vitti e Marcello Mastroianni in Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca. L'anno successivo torna in televisione con un altro sceneggiato (E le stelle stanno a guardare) e si cimenta nel thriller con La tarantola dal ventre nero. Nel 1972 la sua carriera prende una svolta decisiva: affianca Alain Delon ne La prima notte di quiete e inizia il celebre sodalizio artistico con la regista Lina Wertmüller (assieme alla quale aveva già lavorato nel musicarello Non stuzzicate la zanzara) e l'attrice Mariangela Melato. Nascono così Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza (1973), Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974) e Pasqualino Settebellezze (1975, l'unico senza la Melato). Ormai lanciato, Giannini, che non vuole fossilizzarsi nella parte del sottoproletario sanguigno dai modi grotteschi, si divide fra tutti i registi italiani di punta, a partire da Luchino Visconti (L'innocente, 1976): Sergio Corbucci, Mario Monicelli, Dino Risi, Alberto Lattuada, Nanni Loy e Carlo Lizzani. Negli anni Ottanta, complici Rainer Werner Fassbinder e Francis Ford Coppola si schiudono per lui le porte di una seconda carriera all'estero, tra America, Francia, Spagna e Inghilterra: un percorso coronato con la partecipazione a due episodi della saga di James Bond (Casino Royale, 2006, e Quantum of Solace, 2008) nel ruolo dell'ambiguo agente René Mathis. Oggi, nonostante la fama raggiunta, l'attore continua a lavorare anche in patria, spesso in televisione, con prodotti che però raramente sono all'altezza del suo talento. Escludendo i premi alla carriera e quelli vinti in vari festival mondiali, al momento il carnet di Giannini è composto da cinque David di Donatello, tre Globi d'oro, cinque Nastri d'argento (di sui uno al doppiaggio) e una palma come miglior attore a Cannes nel 1973. L'Oscar? Purtroppo solo sfiorato nel 1977 con la nomination ottenuta per Pasqualino Settebellezze.
Angela Bosetto



















