Festival Show
grandi numeri
Vicenza lo
promuove in A

L'EVENTO. Il bagno di folla in Campo Marzo per la kermesse itinerante ha stabilito in via definitiva la bontà della formula. Serena Autieri e Paolo Baruzzo sono affabili presentatori, la canzone italiana è rappresentata al meglio, Iachetti è la rivelazione...
01/08/2012
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L'imponente palcoscenico del Festival Show in Campo Marzo. FOTOSERVIZIO FULVIO IMPIUMI

Vicenza. Uno spettacolo da serie A. A dirlo a più riprese è stato proprio il pubblico che si è gustato l'intensa serata offerta dalla tappa berica del Festival Show dove si sono esibiti una carrellata di numeri uno della canzone italiana insieme a talenti emergenti. Un grande successo segnato dal maggior festival musicale itinerante triveneto, presentato da Serena Autieri e da Paolo Baruzzo. Premia la formula del cast artistico intergenerazionale. E tra i più premiati, il mattatore Enzo Iacchetti che si è esibito in uno speciale one-man-show. "Come cantante non ho mai venduto una mazza", ha esordito presentando "Non sono Lady Gaga". Autoironico, caustico, eclettico, versatile, spettacolare. Ha catalizzato l'attenzione del pubblico ansioso di lui e che gli ha chiesto più volte il bis. Sul palco, imbracciando la chitarra, ha portato molte delle sue famose "canzoni corte". Versi al fulmicotone come in "Fammi vedere i tuoi occhi azzurri che ti faccio vedere i miei marroni", o la disarmante "Finale di canzone": "Yeee!". Giù applausi a dirotto. «Il mio segreto - ha spiegato "Enzino" in backstage annunciando che a gennaio tornerà di nuovo a Striscia dopo un tour teatrale - è la semplicità. Ho fatto una lunga gavetta, non sono per niente un divo e so stare con la gente». Grandi emozioni ha poi suscitato sentire cantare accompagnata al pianoforte la raffinata voce di Michele Zarrillo, che ha proposto i più significativi successi come "Una rosa blu" e "Cinque giorni" fino ai più recenti. E anche il ritorno di Mariella Nava, che oltre agli storici successi ha presentato il riflessivo album "Tempo mosso", e i Matia Bazar e i Nomadi, che hanno fatto ascoltare le loro intramontabili canzoni. La platea dei più giovani ha acclamato i seguitissimi "talent" Bastard Son of Dioniso, Gerardo Pulli e Antonino, che hanno proposto brani tratti dagli ultimi lavori discografici, e i Moody di "Let's Party", tormentone dello spot Fiat. A fianco dei big si sono esibiti i giovani scelti da Maria Maionchi e finalisti del concorso per emergenti: il trevigiano Andrea Scremin, Edea e i Quadrophenix. Musica ancora con l'Orchestra Ritmico Sinfonica diretta dal maestro Diego Basso, cui si deve la nuova sigla del Festival, e ballo con le coreografie dai serrati ritmi hip hop della "Summer Crew" diretta da Etienne Jean-Marie. Alla prossima.

Matteo Guarda




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