Bentornati, Muppets. Il film che celebra i mitici pupazzi
CINEMA. La crema della comicità americana per un grande revivalBentornati Muppets! I pupazzi di stoffa, animati a mano dagli artigiani del Jim Henson's Studio, erano scomparsi dieci anni fa, lasciando milioni di fan orfani della loro sublime ironia e della magia di un mondo nel quali rane parlanti ed esseri umani possono condividere il palcoscenico. Il loro posto è stato preso dai personaggi dell'animazione digitale, siano essi geniali come il WALLoE della Pixar o ingombranti come Kung Fu Panda. Ma ci vuole altro per annebbiare la memoria di Kermit, Miss Piggy e della loro banda di scatenati performer. Ed eccoli tornare al cinema con un nuovo film, intitolato semplicemente I Muppet, al quale ha partecipato la crema della comicità americana. Primo di tutti Jason Segel, star della sitcom E alla fine arriva mamma e di film brillanti come Non mi scaricare e I Love You, Man. Segel non solo è il protagonista de I Muppet ma ne è anche lo sceneggiatore, assieme al Nicholas Stoller, già autore dell'irresistibile In viaggio con una rockstar. Se a loro aggiungiamo il regista di Flight of the Conchords e Da Ali G. Show sbagliare era impossibile. Il trio di quarantenni, cresciuti a musica rock, Saturday Night Live e Muppet Show, ci ha regalato il film più bello della lunga carriera di questi pupazzi. Un'opera che omaggia con gusto e allegria gli anni dei grandi musical dei quali i Muppet sono figli. Lo spunto è semplice: Gary è un ragazzone di provincia il cui fratello Walt è un pupazzo cresciuto nel mito dei Muppet (nel cui mondo esseri in carne ed ossa e creature animate convivono senza farsi troppe domande sulla propria natura). I due, assieme alla fidanzata di Gary, Mary (Amy Adams), vanno a Los Angeles, dove scoprono che un magnate texano (Chris Cooper, in perfida forma, anche canora) ha deciso di demolire i vecchi studi dei Muppet. I protagonisti rintracciano Kermit e si mettono alla ricerca degli altri Muppet, finiti in giro per il mondo dopo lo scioglimento della compagnia. L'obiettivo è raccogliere dieci milioni di dollari mettendo in scena un ultimo, grandioso Muppet Show e salvare la loro vecchia base, teatro incluso. Che spazio hanno delle marionette animate con una mano e qualche filo di nylon in un mondo di meraviglie in 3D? Se lo chiedono anche i protagonisti, in un geniale colpo di scena metacinematografico e metatecnologico. Tanto che il film, dedicato più ai fan che a un pubblico di giovanissimi, rischia a volte di lasciarsi trascinare dalla malinconia. Alla domanda, però, gli autori rispondono nel modo migliore e meno prevedibile: mettendo in scena, nel finale, una vera puntata del Muppet Show. Poche note della sigla e già si viene sommersi dai ricordi, dallo stupore che questi amabili mostri sapevano trasmettere. Ci sono tutti, anche il cuoco svedese, le galline ballerine e il batterista Animal. Assieme a loro una nuova generazione di comici: Zack Galifianakis (Una notte dal leoni), Jim Parsons (The Big Bang Theory) e Neal Patrick Harris (I puffi). Se The Artist è un omaggio all'era del muto e l'imminente War Horse, di Spielberg, una celebrazione del cinema anni Quaranta e Cinquanta, questi Muppets ci riportano, stilisticamente, indietro di trent'anni. Non è un passo indietro ma la riscoperta di un'anima gentile, da proteggere.
Adamo Dagradi
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