Tre piccoli film sfidano i kolossal Corapi racconta la crisi italiana
CINEMA. In uscita domani anche il francese «Polisse» acclamato a Cannes e l'indipendente «Hesher è stato qui»Nel thriller «Sulla strada di casa» i debiti portano un imprenditore a lavorare per la mafia. Con Vinicio Marchioni e Daniele Liotti
Domani i cinema saranno invasi da centinaia di copie di Hugo Cabret di Martin Scorse e Millenium - Uomini che odiano le donne di David Fincher. Due kolossal americani, di cui uno in 3D, che corrono verso una stagione ricca di premi e trionfi al box office. A combattere la loro fortuna distributiva, nelle sale ci saranno tre piccoli film il cui destino, almeno in Italia, appare già segnato. È un peccato, perché si tratta di opere dall'interessante pedigree. Il primo è un film italiano, un piccolo film (300mila euro) diretto dall'esordiente Emiliano Corapi. Il titolo è Sulla strada di casa ed ha per protagonista il grande Vinicio Marchioni, attore romano lanciato dal telefilm Romanzo criminale, diventato uno dei volti più amati dalla nostra settima arte. Assieme a lui troviamo Daniele Liotti, Donatella Finocchiaro e Claudia Pandolfi. Si tratta di un thriller a tinte drammatiche che racconta di un piccolo imprenditore ligure costretto, per pagare i troppi debiti, a fare il corriere per la criminalità organizzata. Non è il solo ad essersi inguaiato: nella medesima situazione c'è un padre single e alla deriva. Il pericolo scatta quando una gang rivale mette gli occhi sul carico che deve essere trasportato. Il thriller italiano, se vuole rinascere dalle sue ceneri, deve ricevere più fiducia da parte dei produttori e più spazi per essere visto. Perché i talenti ci sono ed è ovvio che non possano scontrarsi in campo aperto contro Fincher ed i suoi 90 milioni di dollari di budget. La seconda è una pellicola francese passata all'ultimo festival di Cannes: Polisse, dell'attrice e regista Maiwenn (che apprezzammo in un ruolo insanguinato all'interno di Alta tensione di Alexandre Aja). Il titolo è una traslitterazione in chiave infantile della parola «police», polizia, ed è giustificato dal fatto che al centro della vicenda ci sono i poliziotti di un'unità che si occupa della protezione dei minori. Agli agenti viene affiancata una fotografa, della quale s'innamora il più ribelle del gruppo, Fred. La costante esposizione ai maltrattamenti e alle ingiustizie cui sono soggetti i bambini che dovrebbe aiutare sta trascinando Fred nella disperazione. Nel cast, oltre alla stessa Maiwenn Le Besco, anche un cameo del nostro Riccardo Scamarcio. Un film importante, accolto calorosamente dalla critica, capace di mostrare allo spettatore una realtà durissima. Un'operazione simile, quasi documentaria, la fece Bertrand Tavernier con L627, capolavoro dimenticato sullo spaccio di droga nelle periferie parigine. Il terzo film arriva dal Sundance Film Festival di Robert Redford, dove è passato in concorso nel 2010. Hesher è stato qui è una tipica tragicommedia indipendente americana, dai toni straniati e surreali. Ci sono un padre e un figlio che ancora non si sono ripresi dalla morte della madre e uno squatter un po' svitato che gli piomba in casa e raddrizza, a suon di pazzie, la loro esistenza sbilenca. Belle le interpretazioni di Rainn Wilson (veterano di The Office) e di Joseph Gordon-Levitt (Inception). C'è anche la «prezzemolina» Nathalie Portman, in vacanza dai supereroi e dal suo Oscar dell'anno scorso.
Adamo Dagradi
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