«Hugo Cabret», il fantasy per famiglie di Scorsese
Miglior film, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, colonna sonora, scenografia, costumi, montaggio, effetti speciali e sonoro (montaggio & mixaggio): undici nomination all'Oscar dovrebbero essere sufficienti per convincere il pubblico a vedere Hugo Cabret. Se non lo fossero basterà aggiungere che questo film, annunciato come un capolavoro ancor prima che le riprese fossero terminate, è diretto da Martin Scorsese ed è in 3D. Domani, alla sua uscita nei cinema italiani, scopriremo se il maestro newyorchese ha scelto la nuova tecnologia sull'onda di una sincera emozione o pensando al portafoglio. Non solo si tratta del primo film in 3D di Scorsese ma anche del suo primo contatto col cinema fantastico per famiglie, un pianeta che si trova ad anni luce dalle sue consuete e violente «mean streets». Siamo nel 1931, a Parigi, Hugo Cabret (Asa Butterfield) è un bambino di dodici anni che vive col padre orologiaio (Jude Law). Quando l'uomo muore in un incendio Hugo viene affidato allo zio (Ray Winstone), un alcolizzato che si occupa della manutenzione degli orologi della stazione Montparnasse. Ben presto Hugo si trova di nuovo da solo. Vive tra le mura della stazione, rubando cibo e pezzi di ricambio con cui vorrebbe mettere in moto un automa che il papà non era riuscito ad aggiustare. Conosce la coetanea Isabelle (Chloë Grace Moretz), figlia di un giocattolaio (Ben Kingsley) che potrebbe conoscere il segreto dell'automa. Egli, infatti, è George Méliès, grande cineasta (e mago, nonché proprietario di un teatro in cui si esibì Houdini) caduto in disgrazia. Grazie ai due bambini il genio troverà il desiderio di tornare al cinema. Nel cast anche Sacha Baron Coen, nel ruolo comico di un controllore alla costante caccia di Hugo. Quella di Martin Scorsese non è solo una favola gentile e fantasiosa, è stato descritto come un vero poema d'amore per la settima arte, della quale si prende la libertà di citare i momenti più entusiasmanti. La critica d'oltreoceano l'ha salutato come uno dei suoi titoli più belli. Secondo Roger Ebert, critico premio Pulitzer del Chicago Sun Times, «Hugo è diverso da tutti i film di Scorsese eppure sembrerebbe il più vicino al suo cuore. Un kolossal epico per famiglie ed uno specchio della sua vita. Finalmente a questo grande artista sono stati concessi i mezzi per fare un grande film sul cinema». Venti tra le testate giornalistiche più importanti del mondo anglosassone lo hanno inserto nella loro top 10 del 2011. Ha già vinto il Golden Globe per la miglior regia. Hugo Cabret è tratto dal libro per l'infanzia di Brian Selznick L'invenzione di Hugo Cabret ed è stato prodotto, tra gli altri, anche da Johnny Depp. Imperdibile.A.D.
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