Oratorio Boccalotti Nuove prospettive su Vicenza nel '400
ARTE. Sabato un incontro sul piccolo gioiello di piazzetta San PietroFranco Barbieri: « L'importante corredo decorativo dev'essere valutato più di quanto fatto in passato» Restauri non rimandabili per un luogo da riaprire
Boccalotti superstar. Scelto non a caso da don Raimondo Sinibaldi, direttore dell'Ufficio Diocesano Pellegrinaggi, per la presentazione della nuova edizione del Festival Biblico (domani alle 12), il quattrocentesco oratorio di piazzetta S.Pietro sarà il tema del primo dei quattro sabati culturali organizzati dalla sezione vicentina di Italia Nostra. Oratore, ed anche stavolta non a caso, il prof. Franco Barbieri, che tra una diapositiva e l'altra illustrerà le novità più importanti emerse dallo studio comparato di questo monumento. Novità che ridanno luce a tutto l'impianto interno e voce ai timori sempre più forti, legati allo stato di conservazione della struttura. «Prima di tutto - chiosa il lucidissimo studioso quasi novantenne - vorrei rilanciare l'allarme e l'appello affinché si intervenga prima che sia troppo tardi. Ho saputo delle infiltrazioni d'acqua e del degrado delle decorazioni e dei dipinti, bisognosi di un restauro conservativo urgente. Tanto che la stessa Italia Nostra ha raccolto questa preoccupazione. Si tratta pertanto di dare vita ad un comitato che metta assieme Ipab, parrocchia, persone, banche ed enti di buona volontà della zona per ripetere l'esperienza di S.Giuliano e riconsegnare alla città un luogo importantissimo e ad oggi poco visto». Semplice nella sua forma a capanna, impreziosito da un portale arcuato e decorato da formelle di terracotta e da pitture esterne di cui però si è persa la traccia, il Boccalotti è davvero un piccolo scrigno d'arte, con affreschi ed una scultura gotica, la Madonna col Bambino, di Nicolò da Venezia che Barbieri non esita a definire “importanti ed enigmatici". Spiega: «Me ne ero occupato nel 1968 e ora che l'ho riconsiderato anche alla luce di altri studi, che nel frattempo sono proseguiti, mi rendo conto che la sua importanza è cresciuta. Le novità più significative riguardano il corredo scultoreo, la stessa figura dell'artista veneziano, che è tutta da rivedere, nonché il gruppo della Madonna con i due angeli e l'affresco sull'altare maggiore». Dettagli e conclusioni sono affidati al convegno in calendario sabato alle 16, ai chiostri di S.Corona, dove saranno proiettate anche immagini inedite. Una “chicca" che il professore, lungi dal rimirarsi allo specchio, trasforma in un nuovo, intelligente invito. «Se vogliamo che la gente si prenda a cuore un problema bisogna che lo conosca. Oggi l'Oratorio dei Boccalotti è praticamente chiuso ed invece dobbiamo riaprirne le porte, magari cominciando a chiedere a Italia Nostra o ai volontari delle associazioni culturali cittadine di prevedere visite guidate giornaliere. Io stesso mi metto a disposizione. E poi sarebbe bello pensare ad un opuscolo di una decina di pagine che lo spieghi e ne illustri la bellezza e l'importanza ai cittadini. È difficile pensare di poter conservare una cosa se poi in pochi la conoscono?». Eretto nel 1414 per volontà della Fraglia dei Boccalotti - artigiani che producevano stoviglie e decorazioni fittili pregiate - con la collaborazione di Zanino dei Boccali, la chiesetta è periferica solo nella collocazione spaziale: «Il suo contenuto artistico - conclude infatti Barbieri - rappresenta un momento importante nella storia e nell'arte a Vicenza fino alla metà del 1400, con addentellati a largo raggio che richiamano il panorama artistico vicentino dell'epoca».
Roberto Luciani
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