Poesia e matematica, "parenti" strette

INCONTRI /2. Questo pomeriggio a palazzo Leoni Montanari il quarto appuntamento della rassegna “Dire Poesia”
Il letterato e scienziato francese Jacques Roubaud dialoga con Piergiorgio Odifreddi
06/04/2011
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Jacques Roubaud

"La matematica è generalmente considerata proprio agli antipodi della poesia eppure la matematica e la poesia sono nella più stretta parentela, perché entrambe sono il frutto dell'immaginazione. La poesia è creazione, finzione, e la matematica è stata detta da un suo ammiratore la più sublime e la più meravigliosa delle finzioni". Le parole di D.E. Smith sono la migliore presentazione al connubio che oggi alle 18 a Palazzo Leoni Montanari a Vicenza darà vita al quarto appuntamento della rassegna "Dire poesia".
Jacques Roubaud, che incontrerà il pubblico per un reading delle proprie opere, è matematico, poeta, romanziere, saggista e traduttore francese di fama internazionale, membro dell'OuLiPo ("Ouvroir de Littérature Potentielle"), gruppo fondato nel 1960 da Raymond Queneau e François Le Lionnais cui hanno partecipato, tra gli altri, anche Georges Perec e Italo Calvino. Roubaud è autore che ben dimostra con le sue opere il potenziale creativo che si sprigiona dalla compenetrazione tra matematica e letteratura. Ha insegnato all'Università Paris X e all'Università di Rennes; nel 1970, con Jean-Pierre Faye, ha fondato la rivista Change, e nel 1981, con Paulo Braffort, ha fondato l'ALAMO ("Atelier de Littérature Assistée par les Mathématiques et les Ordinateurs"). Fino al 2001 è stato il direttore dell'EHESS (École des Hautes Etudes En Sciences Sociales) e oggi insegna poesia all'European Graduate School di Saas-Fee in Svizzera.
Con Roubaud ci sarà oggi Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico e saggista italiano. I suoi scritti, oltre che di matematica, si occupano principalmente di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione. Docente a Torino, negli Stati Uniti, in Australia, in Cina, in Argentina, si è occupato soprattutto di Teoria della calcolabilità e ha pubblicato importanti studi settoriali. Da dieci anni ha anche iniziato una nutrita produzione letteraria, con saggi che mirano a mostrare la pervasività della scienza e della matematica nella cultura umanistica. È uno degli autori più richiesti in trasmissoni televisive e radiofoniche che si occupano di cultura.
L'opera di Jacques Roubaud e Piergiorgio Odifreddi verrà introdotta da Eliana Vicari, traduttrice e docente. L'ingresso alla serata è libero.
Ad impreziosire la rassegna "Dire Poesia" ci sono le stampe di Giovanni Turria dell'Officina arte contemporanea: dai torchi a caratteri mobili dell'Officina escono piccoli biglietti contenenti frammenti di poesie degli autori in programma, che sono distribuiti in alcuni caffè del centro, e le plaquettes con un componimento inedito dei poeti ospiti, che saranno donate al pubblico che parteciperà alle letture.
L'ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti.