Donne dai tragici destini venati da sinistre ironie

B. MOTION/1. Un filo conduttore a tratti angosciante nelle due rappresentazioni martedì sera
La follia sottotraccia, poi fragorosa, domina i lavori delle compagnie Fibre Parallele (Due) e Menoventi (Semiramis). Applausi
02/09/2010
Zoom Foto
Licia Lanera (della compagnia Fibre Parallele) in scena al Remondini con l'inquietante "Due". FOTO G. CECCON

Rosarita Crisafi
BASSANO
La follia di due donne dal destino tragico, abiti bianchi, mani insanguinate, tragedie che si palesano in forma di farsa. Un sinistro filo conduttore accomunava l'altra sera gli spettacoli in programma a Bmotion, rassegna dedicata ai linguaggi del contemporaneo in corso in questi giorni a Bassano del Grappa.
In apertura, al Remondini, la compagnia Fibre Parallele con Due. Il palcoscenico aperto accoglie il pubblico, in scena una vasca da bagno sovrastata da uno specchio, tre sacche di sangue penzolano dal soffitto, una donna dai capelli rossi intenta a fare bolle di sapone sulla musica di "Cocktail d'Amore", struggente tema cantato da Stefania Rotolo per il testo di Cristiano Malgioglio.
La donna, costretta in un camice bianco che quasi la santifica, si muove ondeggiante su un paio di tacchi alti, e, al microfono, inizia a raccontare. Una storia di un amore travolgente, che finisce per l'omosessualità improvvisamente dichiarata di lui.
Un dolore atroce, amplificato dalla diffusione dei rumori di scena, che trafiggono come delle sciabolate le parole. La donna, abbandonata senza colpa, a cui è richiesto l'ulteriore pegno dell'amicizia con il proprio uomo, in un momento di follia uccide l'ex con un forchettone da cucina. Buca con un ago le sacche di sangue, il rumore del liquido è amplificato in modo sinistro da alcuni microfoni a contatto posti in scena.
Il bianco diventa rosso, si diffonde nell'acqua della vasca ed è riflesso sullo specchio, in un'atmosfera da film horror venato da una sinistra ironia.
Molto efficace Licia Lanera, supportata dai suoni e dalle luci di Riccardo Spagnulo, interprete di un'emozione estrema ed al contempo di un senso di tragica liberazione.
Di seguito al CSC Garage Nardini la compagnia Menoventi con Semiramis, una rilettura in chiave contemporanea della tragica figura dell'imperatrice mirabilmente narrata da Calderòn de la Barca ne La Figlia dell'Aria. Nell'originale una sinistra profezia confinò la donna ad un'infanzia prigioniera in una grotta sotto la tutela del profeta Tiresia, poi sposa prima al Generale Menone ed in seconde nozze al Re Nino, per regnare infine sotto le mentite spoglie del figlio Ninia a cui lei si sostituisce di nascosto, segregandolo a sua volta per il periodo del regno.
La follia di Semiramis è resa dall'ottima Consuelo Battiston, rinchiusa in una scenografia di piastrelle bianche che ricorda il gabinetto di un manicomio, con uno specchio a fare da interlocutore, e l'eco della propria voce ad interloquire con il pubblico e con i propri fantasmi.
La donna manifesta la pazzia con risa, nonsense, dialoghi immaginari vergando la propria storia ed il proprio sentire con il rossetto e la cipria sulle pareti bianche, ma anche sul proprio volto. Tenta ripetute fughe rompendo le pareti, cerca una via d'uscita attraverso lo specchio o il pavimento, ma rimane prigioniera, alla fine, del proprio ruolo e della trappola perversa del potere.
L'intensa interpretazione della Battiston conquista il pubblico bassanese che tributa grandi applausi.