Rivelazione per i cronisti come Giulio Nascimbeni
Proprio in quei giorni di cinquant'anni fa maturò il futuro di Giulio Nascimbeni, allora giovane cronista del giornale L'Arena incaricato di seguire il caso di Mario Riva. Nascimbeni in quel tempo era pure corrispondente da Verona di Stampa Sera, edizione pomeridiana del quotidiano torinese La Stampa. Nascimbeni, puntuale, trasmetteva due articoli al giorno sullo stato di salute di Mario Riva e sull'inchiesta giudiziaria in corso. Si trattava di semplici articoli di cronaca. Ma Nascimbeni sapeva scrivere e, soprattutto, aveva sempre notizie che gli altri giornali non avevano. Gaetano Afeltra, caporedattore del Corriere d'Informazione di Milano, diretto concorrente di Stampa Sera, rilevò la cosa e, indispettito, incominciò a domandarsi e a domandare chi fosse quel Giulio Nascimbeni che da Verona continuava a dare notizie sul caso Riva che nessun altro aveva. In breve, lo volle conoscere e incontrare. Pronubo fu forse un altro veronese, Silvio Bertoldi, che di Nascimbeni era stato capocronista all'Arena. Concludendo, Giulio Nascimbeni venne assunto come redattore ordinario al Corriere d'Informazione, da dove di lì a poco traslocò al Corriere della Sera. La sua preparazione, la sua sensibilità lo portarono presto alla redazione della Terza Pagina di cui divenne in breve tempo il responsabile. Fu così che Giulio Nascimbeni arrivò a essere per quasi un trentennio il gran timoniere delle sorti culturali nazionali. M.B.
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