Le tele di Albanese Paesaggi di suoni tra lettere e pittura
MOSTRE/1. Dal 1°agosto a Sarego l'omaggio all'artista vicentinoLa 26 ª edizione della rassegna presenta 25 oli rappresentativi del percorso dell'artista i cui interessi arrivano anche alla musica
Mario Albanese non solo è uno degli artisti vicentini dalla più lunga e solida carriera, ma la sua attività di gallerista, svolta a Vicenza con la moglie Diana per più di vent'anni a partire dal 1971, ha contribuito non poco a rendere vivace il mondo culturale della città, fornendogli anche apporti esterni utili ad uno stimolante dialogo con scrittori, poeti, musicisti ed intellettuali.
L'annuale appuntamento con l'opera di artisti locali e di rilievo nazionale - storici e viventi- curato a Sarego da Giuliano Menato con la Pro loco in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura, in questa sua 26a edizione propone, appunto, un omaggio al pittore Albanese.
Con l'inaugurazione del primo agosto alle 10.45, presentati da Giuliano Menato, saranno esposti nella scuola elementare di via Busentin circa 25 oli rappresentativi del percorso dell'artista che, trasferitosi a Vicenza negli anni Cinquanta da Conegliano dove è nato nel 1933, vi aveva tenuto la sua prima personale alla Galleria Ghelfi nel 1966.
Da allora la ricca attività pittorica ed espositiva di Albanese si espande nell'approfondimento di temi congeniali alla sua sensibilità: all'inizio più concentrata sulla figura e poi sempre più dedicata piuttosto al paesaggio, ricco di suggestioni surreali e di raffinati, poetici rimandi al mito, alla letteratura oltre che alla memoria personale e ad una sorta di scavo interiore intenso e, a volte, struggente.
Anche i ritratti, in un'accezione del tutto particolare, rappresentano nel lavoro di Albanese un importante riferimento; sia nel conferire sostanza a rapporti personali dell'artista con figure della cultura e dell'arte - da Zanzotto, a Zigaina, a Pavarotti, ad Alfonso Gatto, Elio Bartolini, Fulvio Tomizza, Bino Rebellato, Placido Domingo e non ultima la bella serie dei ritratti di Pasolini, inseriti in un volume a lui dedicato, nel 1979, a quattro anni dalla morte del poeta- sia nei numerosi autoritratti dalla forte pregnanza simbolica.
L'allestimento di Sarego ha l'obiettivo di ripercorrere, necessariamente per sommi capi, le varie fasi di una abbondante produzione: con poche figure degli anni Sessanta, un soggetto praticato dal pittore in quel periodo, e poi con temi degli anni Settanta e Ottanta, per giungere all'intensa produzione di paesaggi che caratterizzano l'attività di Albanese dall'ultimo decennio del secolo ad oggi.
Alcune significative tele appartengono al ciclo de "Il giardino di Armida" e a quello pasoliniano, dove più intensamente si ritrova l'intreccio con le passioni letterarie dell'artista che è, da sempre uomo dalle mille curiosità ed interessi culturali, come testimonia anche una recente pubblicazione dedicata alla figura di un'artista sua ava, Felicita Sartori, pittrice veneziana allieva della più famosa Rosalba Carriera che nella prima metà del XVIII secolo contribuì a rendere splendida l'ultima stagione pittorica veneziana.
Anche la musica, del resto, è nella sfera degli interessi di Albanese.
Programmato per febbraio un suo intervento al Teatro Comunale di Vicenza, in concomitanza al concerto pianistico "Dall'immagine al suono e dal suono all'immagine", che proporrà a tema, rispettivamente su "Quadri di un'esposizione" di Musorgskij e "La sagra della primavera" di Stravinskij, alcuni dipinti e disegni che da quelle musiche traggono libera ispirazione.
La mostra di Sarego rimarrà aperta fino al 16 agosto (orario: 20-22 feriale e 19-22.30 festivo).
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