La chitarra di Knopfler segue le piste del jazz

MUSICA. Domani sera l'attesissimo concerto a Piazzola sul Brenta
Il musicista inglese farà altre quattro tappe in Italia
08/07/2010
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Mark Knopfler, ex leader dei Dire Straits, e l'immancabile chitarra

Un tour che non lascerà, si spera, i nostalgici dei Dire Straits a bocca asciutta. Mark Knopfler, il chitarrista di quella prodigiosa band britannica, si appresta a partire per la tournée italiana di cinque date che, dopo il concerto di domani sera all'anfiteatro Camerini a Piazzola sul Brenta, nel Padovano, toccherà sabato sera piazza Napoleone a Lucca. Lunedì prossimo 12 luglio Knopfler sarà invece all'Arena Santa Giuliana di Perugia per uno show all'interno di Umbria Jazz. Poi, la serie continuerà il 13 alla Cavea dell'Auditorium di Roma e chiuderà all'Arena Civica di Milano il 14. La sera successiva, il compassato chitarrista sarà all'auditorium Stravinski per lo svizzero Montreux Jazz Festival. La chiusura definitiva del tour europeo è fissata per il 31 luglio ad Avila, in Spagna.
Così tante date in ambito jazz (sebbene ormai le denominazioni delle rassegne lascino il tempo che trovano...) si spiegano (anche ma non solo) con la continua ricerca in campo country/swing dell'ex leader dei Dire Straits. Nel suo lavoro da solista, dunque, Mark continua a tenersi ben lontano dal rock; e lo stesso succede nel recente album, Get lucky, il suo sesto da solista. Pubblicato lo scorso settembre, è il seguito di Kill to Get Crimson, quello che il mensile americano Rolling Stone ha definito «una gemma» e che il quotidiano Usa Today ha descritto come «un'altra vetrina per le sue inconfondibili doti di musicista, compositore e cantautore».
Questo musicista nato a Glasgow nel 1949 e insignito dell'onorificenza dell'Ordine dell'Impero Britannico, sembra aver intrapreso un percorso simile a quello di Eric Clapton, alla ricerca della perfetta canzone country-pop, magari screziata di blues. Con una differenza rispetto a «Manolenta»: Knopfler, infatti, scrive quasi tutte le sue canzoni e, specialmente in Get lucky, è tornato a sondare le sue origini musicali, ben piantate nella tradizione folk scozzese e irlandese.
Registrato al British Grove Studio di Londra, l'ultimo album di Mark Knopfler racconta di un tempo ormai svanito, quando, per le strade della Gran Bretagna passavano i musicisti girovaghi, "parenti" degli hobo cantati da Bob Dylan.

Giulio Brusati