Le "Memorie mancate" sono da premio Calvino
SUCCESSO. L'opera prima della vicentina Mariapia Veladiano
Una storia delicata e intensa, raccontata con stile duro, spigoloso, asciutto. Una storia che ha incantato la grande, qualificata giuria del Premio Italo Calvino che da 23 anni ricerca l'originalità e la qualità di autori alla loro prima opera letteraria.
Memorie mancate di Mariapia Veladiano, vicentina, doppia laurea in filosofia e teologia, insegnate all'Istituto Remondini di Bassano, ha vinto l'edizione 2010 dell'importante manifestazione. Giudizio unanime dei giurati, che hanno scelto il lavoro della Veladiano su una rosa di circa quattrocento opere prime provenienti da ogni parte d'Italia. Un risultato che ha premiato sia la particolarità del soggetto sia la finezza di una scrittura controllata, sobria, fortemente evocativa.
Ambientato a Vicenza, il romanzo ruota intorno alla vicenda di una «brutta che macchia tutto il resto del mondo con il suo disagio». Questa l'indicazione di Valeria Parrella (autrice della Spazio bianco, divenuto film della Comencini) uno dei giurati del Premio Calvino, che ha inoltre evidenziato la «formidabile capacità di architettura letteraria» su cui si regge l'intera vicenda. «Il romanzo è pronto - precisa ancora la Parrella -. Non resta che mandarlo alle stampe». Un giudizio che il docente di Linguistica Giuseppe Antonelli, anche lui in giuria, arricchisce e chiarisce sottolineando come lo stile scelto dall'autrice vicentina avvicini il lavoro ai romanzi classici dell'800.
Docente d'italiano e storia negli Istituti superiori di città e provincia, Mariapia Veladiano è collaboratrice della rivista "Il Regno".
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