I Bassano sparsi per il mondo
a confronto
con quelli di casa
MOSTRE. Inaugurata ieri la rassegna del cinquecentenario, prima di una serie che si protrarrà fino a fine 2012. Equilibrata la proposta curata da Ballarin ed Ericani, che illumina nitidamente gli anni giovanili e quelli della maturità del pittore
La mostra "Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell'occhio", inaugurata ieri al Museo Civico di Bassano (fino al 13 giugno) è il primo atto di una celebrazione cinquecentenaria che si prolungherà per tre anni. Poichè infatti la mancanza di documentazione storica non permette per il momento di stabilire se Jacopo sia nato esattamente nel 1510 o in una data del triennio successivo, gli studiosi hanno colto in ciò la possibilità di dilatare nel tempo le opportunità di indagine sul suo lavoro e di esporne fino all'inizio del 2013 i risultati.
La quarantina di opere che compongono l'allestimento odierno appartengono al periodo giovanile e della maturità, fino a quando cioè l'artista inizierà a strutturare la sua produzione in stretta collaborazione con i figli. Simbolicamente aprono e chiudono questo lasso di tempo due dipinti appartenenti al Museo: una prima, famosa "Fuga in Egitto" del 1532-34 (il cui dettaglio del pastorello dalla tunica rosa che si volge a guardare lo spettatore costituisce un logo della mostra) e una ormai matura pala, proveniente dalla chiesa di Ognissanti e rappresentante il "Paradiso" del 1580, coeva a quella con la "Madonna col Bambino in gloria e le Sante Agata e Apolloni" pervenuta al Museo dalla chiesa di San Giuseppe.
All'interno di queste due date il percorso di Jacopo è documentato da 16 altre fondamentali opere che erano uscite da Bassano e che ora sono tornate come prestito da alcune importanti istituzioni, grazie anche al rapporto di stima e reciprocità con il Museo bassanese.
Dalla National Gallery di Londra, ad esempio, proviene il "Riposo dalla fuga in Egitto", per rimpiazzare temporaneamente il quale al museo londinese è stato prestato un dipinto di Magnasco. Ma ugualmente indispensabili ad una lettura coerente dell'attività bassanesca sono anche tele provenienti dall'Ambrosiana di Milano, dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia come da collezioni private di Houston o del Leicestershire, da Berlino o dall'Avana. Altrettanto chiarificatrici di una carriera capace di trarre humus poetico da una provincia veneta praticamente priva di tradizione pittorica e di approdare al linguaggio intellettuale e raffinato della Maniera, pur senza abbandonare mai le proprie radici, sono sia le pale d'altare che ornavano le semplici pievi dell'Altopiano, sia le più sofisticate e complesse scene bibliche provenienti da Birmingham e da Roma, sia i famosi "Due bracchi legati al tronco di un albero" del 1549 giunti dal Louvre.
Accanto a questi preziosi "rientri", naturalmente si trovano esposti anche più di venti lavori di Jacopo Bassano che appartengono alla collezione permanente del museo. E questo, come spiega Giuliana Ericani, co-curatrice con Alessandro Ballarin della mostra, nonché direttrice del Museo civico di Bassano, è un pregio fondamentale dell'allestimento: ogni esposizione, infatti, oltre ad apportare un contributo all'accrescimento della conoscenza generale dell'Autore, dovrebbe essere in grado di valorizzare il patrimonio "di casa", concorrendo ad un arricchimento e una ridefinizione scientifica dei percorsi museali, in modo tale da estenderne e protrarne gli esiti oltre la durata temporanea della mostra stessa. E tanto più in questo caso, in quanto il museo di Bassano è un unicum nel suo genere, possedendo un così gran numero di opere di un autore territoriale e contemporaneamente esponente importantissimo della cultura figurativa del Cinquecento.
Lineare ed estremamente chiaro e preciso nel suo darsi all'interno degli spazi predefiniti del Museo civico bassanese, il percorso artistico di Jacopo e della sua bottega, troverà un seguito coerente alla fine di quest'anno in un convegno internazionale di approfondimento del rapporto tra la pittura di Jacopo e quella dei figli, con la partecipazione di esperti e studiosi provenienti da tutto il mondo, ed una mostra che illustrerà le caratteristiche fattuali della pittura de "I Bassano ai raggi X", analizzata cioè mediante le più avanzate tecnologie scientifiche applicate all'arte.
Giovanna Grossato
Giovanna Grossato
