Architetti, è sfida per l'Ordine

LA SFIDA. A metà settembre si vota per il rinnovo del Consiglio provinciale: a sorpresa si presenta una lista che vuole il ricambio dei vertici

Il gruppone di Fantetti attacca duro il presidente Pilla: «Falliti i compiti istituzionali»
29/08/2009
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La sede dell'Ordine in viale Roma: due liste in corsa per la presidenza

Vicenza. È sfida aperta per il rinnovo del Consiglio direttivo e la presidenza dell'Ordine provinciale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che riunisce oltre 2 mila iscritti. In vista delle votazioni dell'11, 14, 15 e 16 settembre, una seconda lista si propone di scalzare quella guidata dall'attuale presidente, l'architetto Giuseppe Pilla, in sella dal 1999.
A presentarla, sostenuto da 74 sottoscrittori, è il 49enne architetto Alessandro Fantetti. Che lancia così il guanto della sfida: «L'Ordine va rinnovato. Il Consiglio, presieduto da Pilla, è composto da nomi che ormai si ripropongono da vent'anni ed ha mancato praticamente tutti i propri compiti. Non ha coinvolto gli iscritti (che pagano 216 euro di quota annua) con le attività. Ha lasciato soli, di fronte a un mercato ormai mondiale, i molti architetti vicentini che hanno trovato incarichi all'estero».
«È mancata la comunicazione a cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese - continua - sull'importanza della figura dell'architetto e neanche si è pensato di istituire sportelli gratuiti di consulenza. Non c'è battaglia per tutelare la nostra professionalità rispetto ad altre categorie professionali. E dopo l'abolizione dei minimi tariffari, non è stato affrontato il problema di stabilire le regole della concorrenza. Così, 75 iscritti all'Ordine di Vicenza hanno deciso di appoggiare una lista alternativa».
Sarà la lista vicente - con i suoi 15 componenti - a esprimere il presidente. Ma la linea della numero 2 è già pronta: «Nel resto del mondo gli architetti guidano ed interpretano lo sviluppo ed il progresso. Anche in Italia e a Vicenza la categoria dovrebbe avere importanti responsabilità nella trasformazione del territorio e delle città, tornando ad un ruolo di primo piano sui temi della riqualificazione delle città, del paesaggio e dell'edilizia, in una logica di migliore uso delle risorse disponibili. Argomenti su cui la crisi finanziaria sta facendo riflettere le forze politiche ed economiche».
L'Ordine di Vicenza vive dunque, secondo Fantetti, un problema di incisività e di rappresentanza. «Non ha avuto un ruolo istituzionale e di supporto alla società civile fattivo, presente ed incisivo, capace di far pervenire al Governo le istanze su tariffe professionali, leggi sui lavori pubblici, leggi sulla qualità architettonica».
Sull'attività interna, i 75 che fanno riferimento a Fantetti fanno presente che il Consiglio «deve provvedere all'annuale revisione e pubblicazione dell'albo, amministrare proventi e spese, dare parere su controversie professionali e liquidazione degli onorari, vigilare per la tutela dell'esercizio professionale reprimendo gli abusi e le mancanze, prendere posizione sulle questioni deontologiche, promuovere la formazione permanente degli iscritti e il loro aggiornamento professionale».


Gian Maria Maselli




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