Bacino di Caldogno, no alla sospensiva

POST ALLUVIONE. Dal Tribunale superiore delle acque pubbliche la risposta all'opposizione dei proprietari dei terreni
Il giudice ha respinto l'istanza cautelare Il via ufficiale alle ruspe si avvicina: entro l'anno
29/10/2013
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L'area dove sorgerà il bacino di laminazione di Caldogno che salverà Vicenza dalle alluvioni. ARCHIVIO

La sospensiva per il progetto dell'invaso di Caldogno è stata bocciata. Si va a giudizio, nel merito, a gennaio. Così ha deciso il giudice del Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma. L'esito dell'udienza della scorsa settimana è stato reso noto ieri. Adesso si attende l'udienza definitiva, ma la finestra delle possibilità di vittoria da parte dei privati - i proprietari dei terreni dove sorgerà il bacino - sembra essersi chiusa almeno un po'. E, intanto, il programma di lavoro della Regione per realizzare l'invaso da 3,8 milioni di metri cubi di acqua (servirà a salvare Vicenza dalle alluvioni), prosegue: «A breve i primi movimenti, lavori entro fine anno», promette l'assessore regionale Maurizio Conte. L'OPPOSIZIONE. Non tutti i proprietari dei terreni hanno deciso di opporsi alla proposte di indennizzo della Regione, presentate tramite gli uffici della Provincia. Una valutazione definita dopo mesi di scontri. Alla fine hanno accettato in 12 su 68 titolari. A questi, tramite il Comune di Caldogno, arriverà a breve l'80% del dovuto. Gli altri 38 hanno fatto ricorso adducendo motivi aggiuntivi rispetto ad un ricorso già presentato e la cui sospensiva non era stata accolta nei mesi scorsi. Infine, altri 15 hanno inviato delle osservazioni in Regione per delle integrazioni. Nei giorni scorsi, l'udienza al Tribunale superiore delle acque pubbliche e il giudice si era riservato la decisione. Ma ieri la sentenza: ha respinto l'istanza cautelare e ha rinviato per l'esame, controdeduzioni e conclusioni all'udienza istruttoria dell'8 gennaio. L'OPERA. E così in Regione si tira un sospiro di sollievo. Il Veneto è già entrato in possesso dei terreni a fine luglio e, appena qualche giorno fa, l'aggiudicazione definitiva della gara europea. A vincere è stato il Consorzio Stabile Idra Building di Schio con un ribasso d'asta del 33,60 per cento. Entro novembre la stipula del contratto. E sempre entro quella data, poi, le ditte escluse dalla gara potranno presentare ricorso. Intanto il via alle ruspe si avvicina. A breve si vedranno i primi movimenti nell'area che dovrebbe diventare operativa entro l'anno: per prima cosa si realizzerà il campo base del cantiere.

Cristina Giacomuzzo

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