Caritas, è sorpasso. Gli italiani
sono più numerosi degli stranieri

SOCIALE. Inaugurata la struttura di accoglienza Casa Granzotto. Grazie alla Fondazione Cariverona lo stabile dei frati francescani ospiterà fino a 40 persone in emergenza. E non sono più solo gli stranieri
05/10/2013
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Uno dei locali nella casa Beato Granzotto nel convento dei frati minori francescani. COLORFOTO

VICENZA. C'è lo scolapasta sul lavello nuovo. C'è il cuscino ancora nel cellophane sopra il letto in noce chiaro. C'è una lavatrice accanto al lavandino in bagno e, sopra, un bicchiere di plastica dove appoggiare lo spazzolino da denti. Insomma, c'è un tetto per chi è disperato e non riesce più a pagarsi una casa. Si chiama Casa Beato Claudio Granzotto. È in via Pasi, nel quartiere di Santa Lucia, nel complesso del convento dei frati minori francescani che è stato messo a disposizione dall'Ordine, riqualificato grazie a 3 milioni di euro della Fondazione Cariverona. Ora sarà gestita dalla Caritas. Ieri è stata inaugurata con la benedizione del vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol. All'incontro, tra gli altri, frate Antonio Scabio, ministro provinciale della Provincia Veneta di S. Antonio dei frati minori francescani, Silvano Spiller, vicepresidente della fondazione Cariverona, Isabella Sala, assessore alla comunità, e don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas diocesana.

LA DISPERAZIONE. È quest'ultimo che traccia l'identikit di chi vivrà nella struttura di accoglienza: «Sarà la casa di quelle persone che si trovano, soprattutto a causa della precarietà lavorativa, temporaneamente impossibilitato a sostenere un canone di locazione. Penso ai tanti padri separati che devono far fronte al mantenimento dei figli e che per questo non riescono più ad arrivare a fine mese. A chi ha perso il lavoro e non ha più un soldo. Ci sarà una valutazione dei singoli casi. L'ospitalità sarà di sei mesi, a fronte di un canone simbolico. Il tempo, insomma, per rimettersi in sesto». E l'impressione è che saranno soprattutto i vicentini a bussare. Perché i poveri, adesso, non sono più solo gli immigrati. «Nell'ultimo inverno, dopo tredici anni - precisa Sandonà - per la prima volta al dormitorio di contrà Torretti il gruppo di italiani ha superato quello degli stranieri. Un dato significativo».

LA SOCIETÀ. E l'assessore alla comunità, Isabella Sala, ha confermato il trend: «Purtroppo emerge anche dai dati del Comune che il numero degli sfratti sia in costante aumento: sono sempre più numerose le persone che non riescono a pagare l'affitto o ad arrivare a fine mese. L'altro dato che emerge con forza è che a Vicenza ci sono tanti anziani, e non solo, che vivono nella solitudine: manca cioè una relazione, una rete. Non è solo questione di un tetto.

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Cristina Giacomuzzo

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