Informazioni turistiche, binario morto

IL DISSERVIZIO. Il Consorzio “Vicenza è” pronto a collaborare ma ricorda i tagli della Regione a un settore che tira
In stazione mancano gli uffici per chi visita la città E i negozianti chiedono aiuto alle associazioni
08/08/2013
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Turisti in questi giorni presenti in centro storico. FOTO ARCHIVIO

«Guardi, i turisti ci sono, e anche tanti, per questo è un peccato che non ci sia nessuno a fare accoglienza turistica. Tocca farlo a noi commercianti, ma se devo essere sincero siamo un po' stufi di dover spiegare alle persone dove andare, dove si trovano gli uffici turistici, persino che tram prendere per andare alla Rotonda o a Monte Berico. Per questo mi sono persino informato sulle linee, però non posso essere io a fare questo servizio, specie al sabato mattina quando ho il negozio pieno». Neppure il tempo di chiudere la frase che l'ennesimo “sorry" interrompe Luca Cumberlato. Stavolta è una bella ragazza, chiede in inglese qualche depliant o una cartina “usa e getta". Paziente, il gestore della libreria della stazione ferroviaria tira fuori la mappa della città, costo 5,90 euro, e la dispiega sotto gli occhi della giovane, che ringrazia e va via. «Restano un giorno, inutile spendere tutti questi soldi. In più affrontano la visita portandosi dietro i bagagli, perché qui in stazione non c'è neppure un deposito». Già, te le do io le informazioni turistiche nel deserto di servizi che è diventato lo scalo ferroviario vicentino. Bar, tabacchino, edicolante e libraio restano gli ultimi antidoti alla desolazione di un luogo dove pure le informazioni sugli orari dei treni diventano complicate, fermo restando la cortesia del personale. «Sarebbe bello mettere un punto informativo nel piazzale o agli inizi di viale Roma. O come succede durante la Fiera dell'Oro, lì vicino le scale. Non ci sono soldi? Allora perché non coinvolgere le associazioni culturali nei periodi più classici, durante le grandi feste e d'estate? Basterebbero due persone a far da prima accoglienza. Magari riattivando lo sportello del tram al di là della strada. Insomma, questa stazione dovrebbe essere il primo biglietto da visita della città ed invece è una terra di nessuno. E lo dico senza polemica, mi creda». Osservazioni che girate a Vladimiro Riva, consigliere delegato del Consorzio Vicenza E', l'ente di promozione turistica territoriale, diventano dapprima una bonaria “tirata d'orecchie" e poi un appello alla Regione. «Al commerciante dico che se ci avessero fatto anche un fax per richiedere materiale turistico informativo e divulgativo li avremmo accontentati di cuore. Noi siamo per la collaborazione e apprezziamo chi come noi ama e si dà da fare per il Vicentino. Purtroppo la situazione è drammatica, gli investimenti regionali per la promozione e la valorizzazione turistica sono passati da 12 milioni a 3,5 milioni, e per tutto il Veneto, in pochi anni. Siamo la seconda regione per presenze turistiche d'Italia eppure disinvestiamo. E da dicembre potrebbe essere anche peggio perché se ridurranno le risorse non è detto che il prossimo anno riusciremo ad aprire tutti i 6 - Uffici di Informazione Turistica».

Roberto Luciani

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