Lovat è il primo anti-Variati «Con noi i delusi della Lega» DAVIDE LOVAT

POLITICA/2. L'ex “rottamatore” espulso dal Carroccio è il candidato indipendentista
Veneto Stato verso le doppie elezioni: «Cambiare? Yes... podemo»
14/12/2012
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Ruggero Zigliotto, Davide Lovat e Antonio Guadagnini. COLORFOTO

Il primo è lui: Davide Lovat, 41 anni, cattolico, indipendentista, ex leghista espulso - e fiero - oggi venetista anti-padano. È lui il primo candidato sindaco a presentarsi ai blocchi di partenza per le Comunali 2013 a sfidare l'uscente Achille Variati. Lo fa sotto il vessillo di Veneto Stato, partito indipendentista che si accinge alla doppia sfida elettorale - Amministrative e Politiche - al grido di “Yes, podemo”, versione tradotta in veneto dell'esortazione obamiana “Yes we can”. «Cambiare si può», secondo Veneto Stato, movimento nato un paio d'anni fa e che punta a «raccogliere consensi trasversali, in primis tra i leghisti delusi, che sono sempre più numerosi e molti dei quali si avvicinano a noi». Con quasi 2 mila soci a livello regionale, 432 nel Vicentino, Veneto Stato gioca la carta delle Comunali come «vetrina» per portare avanti un progetto ad ampio respiro: «L'approdo all'indipendenza del Veneto». Lo spiega Lovat e lo ribadiscono Antonio Guadagnini e Ruggero Zigliotto, segretario generale e provinciale del movimento. «È l'unica via possibile - afferma Guadagnini - visto che la capacità riformatrice della politica italiana è pari a zero, così come lo è stata quella leghista rispetto al federalismo. L'indipendenza non ha ostacoli giuridici, ma solo di consenso». Per Veneto Stato l'obiettivo generale si raggiunge anche con un percorso locale: «Non mi faccio troppe illusioni - dice Lovat - ma ho accettato la corsa a sindaco per dare voce a chi non ha voce». Lovat , ex “rottamatore” della Lega, poi espulso dal Carroccio nel 2011 per averne contestato la dirigenza e la linea politica, oggi va fiero di quell'epilogo, perché, dice, «i fatti successivi interni alla Lega hanno dimostrato che avevo ragione». Estromesso dai padani, Lovat si era avvicinato a Progetto Veneto in vista delle Provinciali che non si sono mai celebrate. Ma quel movimento non è poi decollato e ora Lovat aderisce a Veneto Stato. «Mi sono messo in gioco per dare voce all'urlo che viene dalla società: se io ho accettato una battaglia che può sembrare “donchisciottesca”, lo faccio per dare visibilitá a chi non ce l'ha». E aggiunge: «Nel '90 mi diplomai alle superiori e il sindaco era Variati, che ora si ricandida: e l'alternativa più probabile ora è Manuela Dal Lago: sembra un film di fantascienza. Ma ci vuole coraggio: cambiare si può» Quanto ha influito nella discesa in campo di Lovat la probabile corsa della “rivale” Dal Lago? «Potrei dire che ha pesato, sapendo la storia della mia espulsione - risponde Lovat -, ma in politica bisogna “spersonalizzare”, quindi non ha avuto alcun peso. Sono di formazione cattolica, ho il dovere di non portare rancore. Ciò non toglie che non dimentico nulla e che so difendermi». Intanto Veneto Stato dà appuntamento per domani, dalle 9 alle 17 all'Alfa Hotel, per la “prima conferenza veneta sull'indipendentismo locale in Europa”: ci saranno relatori da Catalogna, Fiandre e Scozia, «Nazioni senza Stato, che potrebbero diventare Stati: modelli per il Veneto».M.SC.

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