Recintare il parco Un'operazione da oltre un milione

CRITICHE E PROPOSTE. Ancora polemiche sulla sicurezza della zona
Si discute sul progetto di chiudere l'area verde Dalla Pozza: «Abbiamo già effettuato le verifiche Non è semplice, c'è un vincolo monumentale» VALERIO SORRENTINO
11/09/2012
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La polizia locale in bicicletta che pattuglia Campo Marzo

La questione è sempre la stessa. Come evitare che a Campo Marzo si ripetano episodi come quello di sabato notte? La soluzione più volte sostenuta dall'opposizione è chiara. Pdl e Lega chiedono che il parco venga recintato. L'ipotesi di alzare un muro lungo viale Venezia, viale Roma e viale Milano non è stata mai vista di buon occhio dall'amministrazione Variati che, però, più di qualche pensiero l'ha fatto. Con tanto di stime: il progetto costa 1,5 milioni di euro. IL PROGETTO. La conferma arriva direttamente da Antonio Dalla Pozza. L'assessore alla sicurezza, che nella giornata di ieri ha definito la proposta dell'opposizione una «puttanata», qualche tempo fa si era detto «disponibile a parlare e a sviluppare l'idea di chiudere l'area in caso di problemi seri». Da lì erano cominciati alcuni studi. «Abbiamo parlato della recinzione in Consiglio comunale tempo fa - afferma - e abbiamo effettuato un approfondimento, non solo all'interno della maggioranza. Ci siamo rivolti a chi deve gestire l'ordine pubblico». LE STIME. Dalle parole si è passati ai fatti concreti. O meglio ai calcoli. «L'operazione costa 1,5 milioni di euro - ammette l'assessore alla sicurezza - perché non si va a realizzare una semplice rete, ma il progetto è molto più complesso». Prima di tutto vanno considerate le misure. Campo Marzo è una delle aree verdi più estese della città. «Chiuderlo - continua - significherebbe sistemare una recinzione lungo tutto il perimetro». E ciò significa quasi 2,5 chilometri. «Il problema - continua - è che non possiamo installare quello che vogliamo. Dobbiamo sentire la Sovrintendenza perché c'è un vincolo storico monumentale. Deve essere messa una recinzione in ferro battuto, alta». IL RAPPORTO. Dalla Pozza parla di costi - benefici. «Siamo sicuri che serva? Chi spaccia lo fa di giorno e non di notte. Allora qual è la funzione della chiusura notturna? Ricordo poi che ai miei tempi a parco Querini c'è stato un morto, nonostante ci sia un muro. E adesso si trovano ancora siringhe». E ancora: «Il sistema legislativo prevede il rilascio dello spacciatore poco dopo l'arresto: bisogna modificare la legge». TRA CRITICHE E PROPOSTE. Dall'altra parte della barricata continuano le polemiche. Tra tutte quella “duplice” del Pdl. Se da una parte il coordinatore provinciale Sergio Berlato chiede più attività culturali, dall'altra Valerio Sorrentino parla di recinzioni. «Non sarà con l'aumento del numero di agenti che se si risolverà il problema - commenta, però, Berlato - tantomeno trasformando Campo Marzo in una zona militare con recinti e fili spinati. Così non si tornerà alla tranquillità». «Da noi sono arrivate proposte concrete - ribatte contrariamente Sorrentino - e spunti per affrontare il problema, proponendo la recinzione ed un servizio di custodi». Sorrentino attacca Dalla Pozza: «Siamo basiti di fronte alla sua arroganza e volgarità. Del resto non è la prima volta che reagisce così con chi non la pensa come lui: non è un caso che, quando si è trattato di discutere di sicurezza, i commercianti del centro si siano opposti alla sua presenza. Probabilmente, è sempre più influenzato dai suoi storici amici dei centri sociali. Ci aspettiamo che il sindaco, al quale riconosciamo, se non altro, correttezza istituzionale, prenda le distanze». FLI. Sulla questione interviene anche Mario guerra, coordinatore provinciale di Futuro e libertà. «L'omicidio demolisce tutti i roboanti annunci dell'amministrazione Variati. Ma la soluzione non può essere la demagogia proposta dal consigliere Sorrentino. I muri, le recinzioni e il filo spinato hanno sempre fallito».

Nicola Negrin

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