«Ignorata la proposta? Ora se ne restino fuori»

01/08/2012
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Stefano Cimatti

«Eh no, non pensino di attaccarsi al carro adesso: quando mesi fa gli ho proposto la collaborazione non mi hanno neanche risposto. Ora non sono più disponibile». Come suo solito non le manda a dire, Marco Goldin. Soprattutto in questo caso, spiega, dove era stato lui a chiedere a Bassano di collaborare al progetto della mostra in Basilica. Ed è stato ignorato. Racconta Goldin , direttore generale di Linea d'ombra e curatore della mostra Raffaello verso Picasso: «Era inizio anno, proponevo iniziative per l'evento e ho detto che sarebbe stata una buona cosa se Bassano, tra l'altro senza spendere una lira, avesse messo in campo le sue collezioni». A fine febbraio incontra anche Cimatti in piazza Biade: «Variati me lo presenta, gli dico che facciamo un libretto sull'evento, per loro ci sono due pagine gratis, lui è d'accordo e mi dà anche il cellulare dell'assessore alla cultura, credo sia anche vicesindaco». Tutto bene, quindi. E Goldin comincia a mandare messaggi a Carlo Ferraro. Risultato: «Non ho mai ricevuto risposta. Mai». Così 20 giorni dopo chiama Variati e gli dice è troppo tardi e che quelle pagine non si possono più fare. Passa qualche tempo e viene a sapere che Bassano ha organizzato la sua mostra sul '900. «Non so se avevano già preso accordi precedenti, comunque bastava rispondere con un “no grazie”. Invece solo silenzio». A quel punto partono richieste trasversali «ma non a me». Perché «Bassano vuole rientrare nel progetto». Si muovono Vicenzaè, l'assessorato alla cultura di Vicenza, ci sono riunioni in Comune. Ma Goldin accende il computer e manda una mail a Variati: «Non sono disponibile a collaborazioni con Bassano». «Quell'accordo l'avevo proposto io - spiega il curatore -, non pensino adesso di attaccarsi al carro della mostra già partito: Linea d'ombra è indisponibile. Al di fuori il Comune può fare tutti gli accordi che vuole»: Scuote la testa, Goldin: «Pensare che gli avevo fatto una proposta a costo zero, quando Cimatti me lo aveva detto («Vogliamo spendere poco») gli ho spiegato che quelle due pagine sul libretto erano gratuite. E sarebbero stati super pubblicizzati. Adesso? Adesso che fanno la mostra sul Novecento non lo sa nessuno».AL.MO.




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