Vivono nascosti nel Vicentino quaranta pentiti
INCHIESTA. I collaboratori di giustizia trasferiti nella provincia bericaStipendiati con una media di 1.500 euro al mese restano nel programma di protezione per una quindicina d'anni. Se sgarrano vengono cacciati
Ombre. Figure anonime che si possono incontrare dal macellaio, o al parco, o sulle scale del palazzo. All'apparenza, conducono un'esistenza normale. Con la moglie, i figli che vanno a scuola, la suocera che brontola. In realtà sono fantasmi. Che hanno alle spalle decine di omicidi, o che hanno compiuto crimini efferati che hanno fatto discutere l'opinione pubblica. Che costano parecchio, allo Stato. Ma che sono indispensabili. Senza di loro la lotta alla criminalità organizzata, alla mafia, alla camorra, alla 'ndrangheta sarebbero utopie con cui i politici si riempirebbero la bocca. NEL VICENTINO. In provincia di Vicenza, vivono oggi fra i 30 e i 40 pentiti. I collaboratori di giustizia, come si chiamano, sono ex mafiosi, ex camorristi che hanno deciso di passare dall'altra parte. Svestita la casacca del ladro, hanno indossato quella della guardia collaborando con lo Stato. Vicenza è una terra ospitale, da decenni, per i pentiti, che qui riescono ad inserirsi e a tentare di costruirsi una seconda vita. Prima di tornare in cella. Con loro vive la famiglia, talvolta allargata. Il numero dei pentiti oscilla sensibilmente: in molti, per vari motivi, si spostano con frequenza. PROGRAMMA DI PROTEZIONE. Il pentito è un criminale che ha deciso di collaborare con procura, polizia, carabinieri, guardia di finanza. Un giorno si presenta da un magistrato ed inizia a parlare. Oggi, rispetto al passato, non cambia nome. Ha tempo sei mesi, per “cantare”: prima deve elencare tutti i reati che ha commesso lui, poi delinea responsabilità di altri. Nomi, luoghi, delitti. Casi spesso irrisolti e irrisolvibili senza la sua collaborazione. Dopo sei mesi inizia una lunga serie di interrogatori, da parte dei pool antimafia che si stavano occupando dei casi di cui ha parlato. Nel frattempo è inserito nel programma di protezione: lui e la famiglia, che sono in pericolo di vita - chi ha denunciato lo sa subito che ha saltato il fosso -, vengono trasferiti dal Sud in varie province italiane, fra cui Vicenza, per iniziare una nuova vita. Il programma dura - dice la legge - «lo stretto necessario» per lo svolgimento delle indagini, e per i processi. Stretto necessario che, in Italia, dura in media fra i 15 e i 20 anni. Primo grado, secondo grado, Cassazione... VITA A VICENZA. Come vivono i 40 pentiti sbarcati a Vicenza? Arrivano quasi tutti dalla Campania o dalla Sicilia, in qualche caso dalla Calabria o dalla Puglia. Lo Stato dà loro una casa e uno stipendio per mantenere la famiglia (la media è 1.500 euro al mese per marito e moglie); la collettività paga loro l'affitto e alcune spese (l'asilo per i figli) e tutto quanto serve all'attività giudiziaria: i viaggi per interrogatori e processi, la scorta, l'albergo. Tutto questo per 15-20 anni; poi, riceve una liquidazione e riprende una vita normale, trovandosi un lavoro. Se, durante il programma, commette reati gravi o soprattutto se racconta bugie viene cacciato dal programma. In realtà, sono pochi - stando alle statistiche - coloro che vengono mandati via: «È indiscusso che portino a risultati concreti importanti, e la maggioranza sono attendibili», commenta Luca Prioli, segretario regionale del sindacato di polizia Coisp. PEZZI GROSSI. Per Vicenza è passato più di qualche pezzo grosso. Un napoletano, di recente cacciato dal programma, si è autoaccusato di una sessantina di omicidi di camorra. Un altro, legato al clan siciliano dei Lo Piccolo, ha consentito alla polizia di far luce sugli affari criminali della cosca nel settore degli appalti. Ciascun pentito è seguito da polizia o carabinieri che lo controllano e cercano di venire incontro alle sue esigenze. Oggi, sono più i nuclei famigliari seguiti che i collaboratori: questi ultimi sono in carcere, perchè le confessioni garantiscono sconti di pena, ma le condanne vengono scontate.
Diego Neri
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