Urbanistica, in arrivo le deleghe «Occorrono cinque tecnici in più»

PROVINCIA. Dopo l'ok al Ptcp dalla Commissione regionale si attende il via libera dalla Giunta
Paolo Pellizzari polemizza sulle modifiche introdotte «I contesti? Il punto più qualificante del piano»
03/02/2012
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Palazzo Nievo

Il passaggio delle competenze in tema di urbanistica è concreto ed è già in fase di discussione. Avverrà gradualmente dalla Regione alla Provincia. Tutto sarà completo, al massimo, entro giugno. Lo conferma il dirigente del settore urbanistica della Provincia, Roberto Josè Bavaresco all'indomani dell'approvazione in commissione territorio regionale del Ptcp, piano di coordinamento territoriale provinciale, cioè il coordinato disegno urbanistico di tutto il vicentino. Il passaggio è importante per due motivi. Primo. È stata apportata una modifica notevole: più potere ai sindaci in tema di vincoli vicino alle ville venete o palladiane, cioè nel definire i cosiddetti “contesti figurativi”. Due. Con questa approvazione inizia formalmente il processo del passaggio delle deleghe tra enti, anche se il Ptcp resta in attesa dell'ok della Giunta Zaia, attesa a breve, e quindi della successiva pubblicazione nel Bur. «Un risultato importante e una soddisfazione - ha dichiarato Nereo Galvanin, assessore provinciale - Manca ancora un passo brevissimo per veder completato un iter lungo e laborioso. È stato premiato il lavoro di questa amministrazione». I PUNTI. Sul Ptcp era caduta la maggioranza di Schneck. Uno scivolone su un tema fortemente dibattutto: la localizzazione della grande distribuzione lungo la regionale 11, in particolare, sul futuro dell'area Cis (centro intermodale di scambio) a Montebello. La decisione finale della Giunta Schneck era stata quella di «blindare» il piano mettendo come prioritario l'utilizzo delle ex aree industriali e rendendo obbligatorio, per un insediamento di un centro commerciale, il parere vincolante tra tutti i Comuni interessati lungo la regionale 11, da Vicenza a Gambugliano. Su questo argomento erano in molti a scommettere che sarebbe arrivato lo stop dalla Regione. Ma in realtà la modifica ha riguardato un altro tema: i contesti figurativi, cioè le distanze dalle ville entro cui non si può costruire. La commissione territorio regionale ha deciso che i limiti nel Ptpc possano essere bypassanti dai sindaci. Una modifica voluta dal consigliere regionale, ex assessore provinciale, Costantino Toniolo. LA BOCCIATURA. Il passaggio che non è piaciuto all'assessore (stesso partito di Toniolo, Pdl) Paolo Pellizzari che ha creduto fortemente nei “contesti”: «Se vogliamo - dichiara - era questa l'unica novità qualificante del Ptcp, un'innovazione unica nel suo genere nel panorama veneto, frutto di un lavoro scientifico e di coinvolgimento delle amminsitrazioni locali. Non ho apprezzato questa modifica che, se da un punto di vista teorico può sembrare positiva, dall'altro snatura il vero senso della norma. E qual è il senso di questi limiti? Tutelare da lottizzazioni e aree di espansione una porzione di “contesto” della villa che deve rimanere inalterata nel tempo per preservare l'integrità della villa. Devo ancora leggere il testo della modifica, ma una cosa è certa: se la Regione allarga le maglie non è un successo di cui andare fieri e da sbandierare, perchè si fa un passo indietro». LE PROSPETTIVE. Intanto, a palazzo Folco, sede dell'Urbanistica, si fa il quadro della situazione in attesa del maggior carico di lavoro in arrivo da Venezia. Spiega Bavaresco: «Ad oggi siamo due urbanisti, un tecnico dei Beni ambientali, un geologo e tre amministrativi. La Regione ci trasferirà la gestione dell'urbanistica, lo sportello Unico e i contenziosi amministrativi. Questo “trasloco” avverrà in modo graduale e in accordo con la Regione. Non siamo preoccupati perché da tempo affianchiamo la Regione in tutti i temi». Attenzione, però. Tutta questa mole di lavoro non comprende un aumento del personale o trasferimenti di finanziamenti. «Ci vorrebbero almeno cinque dipendenti in più e un avvocato esperto del settore - ipotizza Bavaresco - ma non arriverà nessuno. Anche se spero di poter ottenere un legale. In ogni caso non siamo spaventati: ce la faremo. E la prospettata chiusura delle Province? Che ci sia o meno non si creerà impasse nella gestione del lavoro e delle tematiche urbanistiche», conclude. La prospettiva è che il personale sia trasferito nuovamente, dopo questo passaggio temporaneo di competenze, alla Regione come conseguenza dell'applicazione del decreto Monti che punta allo “svuotamento” delle Province.

Cristina Giacomuzzo

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