MINACCE E OFFESE AI VIGILI: OTTO MESI
IN CITTÀ/1Era accusata di dare ospitalità a delle connazionali, delle ragazze provenienti dalla Romania, che si prostituivano in un appartamento della città dove lei stessa viveva, all'interno del residence Campiello in viale S. Lazzaro 108. La romena Angelica Ferar, 29 anni, era stata pertanto denunciata dalla questura nell'ambito di un'indagine contro la prostituzione in città. Ieri mattina, l'imputata - difesa dall'avv. Federico Gobbato - è stata assolta: il giudice Morsiani ha dichiarato il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto. La giovane era accusata dal pm Pecori di favoreggiamento della prostituzione di tre ragazze. L'appartamento era stato poi sequestrato dalla squadra mobile il 25 novembre 2010, nel corso di un blitz che aveva portato gli agenti ad apporre i sigilli ad altri sei alloggi dove le giovani che battevano in strada accompagnavano i loro clienti. L'ispettore della polizia locale Moreno Fabris lo aveva fermato per un normale controllo di identificazione, quando all'improvviso Kojo Anamba, africano di 41 anni residente nel Bresciano, aveva iniziato a inveire e a minacciarlo. L'imputato (difeso dall'avv. Silvia Parlato) è stato condannato ieri dal giudice Carli ad otto mesi di reclusione ed ha goduto della sospensione condizionale della pena. Il fatto era successo il 10 aprile del 2008 in città. L'africano era accusato di resistenza e ingiurie a pubblico uffuciale: il vigile era stato oggetto di una serie di minacce verbali, ed era stato spinto con forza e colpito con calci e pugni, anche se non aveva riportato lesioni. Anamba si era rifiutato di scendere dalla vettura che stava guidando e aveva quindi preso a male parole l'agente, che lo aveva poi segnalato in procura. Chissà se riusciva a stare in piedi quando nell'aprile 2008 era uscito dalla sua auto dopo aver provocato un incidente stradale a Longare. Ma non per aver preso una botta o per la paura, ma perché nel sangue gli avevano trovato qualcosa come 2,76 grammi per litro di alcol. Insomma ai limiti del coma etilico. Ennio Mosele, 46 anni, residente a Bolzano Vicentino in via Giardino, ha patteggiato ieri 3 mesi e 6 giorni di arresto per guida in stato di ebbrezza, che il giudice ha sostituito con una pena pecuniaria totale di 7 mila 648 euro oltre alla sospensione della patente per 1 anno e 2 mesi. Pena sospesa. Mosele (avv. Novelio Furin), come si diceva, era stato sottoposto all'analisi del sangue dopo aver causato un incidente forse dovuto a quella super bevuta.
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