Permessi di soggiorno, via ai rincari
STRANIERI. L' Unione immigrati ha manifestato davanti alla Prefettura e ha scritto a Monti«Gli aumenti per ottenere la documentazione ci penalizzano. Chiediamo di poter lavorare»
L'Unione immigrati ha manifestato davanti alla prefetttura di Vicenza contro la nuova tassa sul permesso di soggiorno che è entrata in vigore ad inizio settimana. Decisa dagli ex ministri Maroni e Tremonti, non è stata sospesa dal Governo Monti. Quattro rappresentanti degli immigrati sono stati ricevuti dal Prefetto che li ha sollecitati ad inviare una comunicazione scritta che ha girato al ministro dell'Interno e al Governo. Al sit-in ha partecipato anche il Sel. L'Unione immigrati sostiene che le nuove tariffe per poter ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno sono troppo pesanti. «Sappiamo che si tratta di un provvedimento approvato dal precedente Governo, ma questo non ci tranquillizza - si legge in una nota -. Al contrario ci pone molti interrogativi in merito alla coerenza dell'attuale Governo che promette fin dal suo insediamento di non voler far pagare ai più deboli e ai più poveri la crisi economica che stiamo vivendo. Si tratta di una crisi che noi immigrati stiamo vivendo forse più di altri, siamo i primi ad essere licenziati o essere messi in cassa integrazione o ancora in mobilità. Sono tante le difficoltà economiche che dobbiamo affrontare per evitare il rischio di scivolare verso la clandestinità, il rischio di essere separati dalle nostre famiglie che vivono in Italia da tempo. A questi pesanti fronti con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno, si aggiunge ora anche l'aumento delle tasse per il rinnovo del permesso di soggiorno che da oggi passano da un importo variabile dagli 80 ai 200 euro. Si stima che una famiglia di 4 persone (marito, moglie e due figli) deve spendere in un anno circa 1000 euro per il totale delle pratiche necessarie ad essere in regola con il permesso di soggiorno. E da oggi ce ne chiedete ancora di più, perché? Serve proprio questa tassa sulla povertà? C'è inoltre tutto un mondo di intermediari, sottospecie di agenzie e altri soggetti che lucrano sulla necessità di ottenere questi documenti». Infine l'appello: «Fateci lavorare, con il nostro lavoro e con le nostre tasse siamo pronti a dare il massimo delle nostre energie per contribuire alla rinascita di questo bel paese in cui viviamo e in cui vogliamo restare».
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