«No all'ostruzionismo» La maggioranza insiste

CONSIGLIO COMUNALE. In ballo la regola che limita gli ordini del giorno
Dopo il ritiro della delibera di Meridio (Pdl) i variatiani rilanciano la proposta Sul tavolo cinque ipotesi
01/02/2012
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Il presidente Poletto con il pacco di ordini del giorno della Lega

«No all'ostruzionismo fine a se stesso, sì alla governabilità». Quello che era il cavallo di battaglia del pidiellino Gerardo Meridio - insolito fornitore di un assist al sindaco Achille Variati dai banchi dell'opposizione - diventa ora un impegno della maggioranza: Partito democratico, Lista Variati, Vicenza Capoluogo, Udc e Lista Cicero sono pronti a portare in Aula una delibera anti-ostruzionismo, che limiti il numero di ordini del giorno (o li blocchi) per consentire al Consiglio comunale di assumere decisioni con rapidità. Con un ripensamento dell'ultimo minuto, Meridio aveva ritirato la delibera da lui proposta, spiegando di essere stato invitato a temporeggiare da Sergio Berlato, il vice-capo provinciale del suo partito, aspirante leader. Il sindaco aveva maldigerito la retromarcia, criticato Meridio e invitato la maggioranza a non lasciar morire la proposta. E la maggioranza si sta muovendo. «Siamo determinati - afferma Federico Formisano, capogruppo Pd - a definire una delibera che dia alla maggioranza il diritto di governare con tempi certi». All'orizzonte del Consiglio ci sono tappe delicate: il Piano degli interventi e il bilancio di previsione, con quel tesoretto da 18 milioni (quote Autostrada) da destinare in opere e i possibili ritocchi alle tasse: quale miglior occasione, per opposizione o franchi tiratori, per ostruire la strada alla Giunta a suon di ordini del giorno? Il voto sul Piano Casa è un ricordo scottante: la Lega ne presentò a centinaia. Perciò la maggioranza, in tempi brevi, intende varare la norma. Sono cinque le ipotesi sul tavolo: una che ricalca la “delibera Meridio”, con la possibilità del voto bloccato, che annulla gli ordini del giorno, a patto che sia il Consiglio a decidere sul voto bloccato e non la Giunta; la seconda ipotesi copia da Milano, con un numero limitato di ordini del giorno per ciascun consigliere per ogni delibera; la terza ricalca il modello-Regione, con un “tetto” alle ore di dibattito; la quarta prevede di procrastinare la discussione degli ordini del giorno dopo l'approvazione delle delibere; la quinta, di affidare al presidente del Consiglio la selezione degli ordini del giorno ammissibili.M.SC.




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