Ammainato il tricolore E Veneto Stato riparte

LE NOMINE. Ieri all'hotel Viest il secondo congresso del partito
23/01/2012
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Antonio Guadagnini è stato confermato segretario. COLORFOTO

«A Venezia si sono trovati in 56 e hanno voluto eleggere delle cariche. Oggi in 268 soci ci avete rinnovato la fiducia. Lo considero come un unico congresso, in cui abbiamo ottenuto più dell'ottanta per cento dei voti. Questa è la dirigenza di Veneto Stato e si va avanti così. Vi prego di non raccogliere le polemiche: se Pollicino provoca Polifemo e il ciclope risponde, gli dà troppa importanza. L'unica risposta è dunque: 268 a 56». Usa una metafora fiabesco-mitologica Antonio Guadagnini, confermato ieri segretario di Veneto Stato dal 2° congresso del partito, insieme al presidente Lucio Chiavegato e al direttivo. Il riferimento è all'altra corrente del movimento indipendentista, guidata da Lodovico Pizzati (segretario) e Alessia Bellon (presidente), eletti appunto a dicembre a Venezia, durante un altro 2° congresso nazionale al quale Guadagnini & Co. non avevano partecipato. «Dopo la spaccatura - spiega Chiavegato - avevamo chiesto in tutti i modi a Pizzati di rinunciare all'incontro di Venezia. Avevo anche presentato le mie dimissioni, proponendo di fare un passo indietro tutti e rimetterci al giudizio degli iscritti. Ha rifiutato e ribadito che lui doveva essere il segretario. Il mio errore è stato essere troppo buono. Adesso basta, si passa alla linea dura». Al congresso, che si è svolto all'hotel Viest, erano presenti rappresentanti di altri movimenti indipendentisti e anche Rosario Brancato, siciliano del movimento dei Forconi che stanno bloccando l'isola e che ne chiedono l'indipendenza. Brancato ha portato «il saluto degli amici siciliani, che combattono per liberarsi dal giogo romano». Presenza che preannuncia "forconi alla Veneta"? «Abbiamo intrapreso la via democratica e andremo al referendum - sottolinea ancora Guadagnini -, ma se si lamentano loro abbiamo dieci volte il diritto per farlo noi. Speriamo di evitarli. Votare per noi significa risolvere la situazione senza forconi». Durante la riunione, che ha anche approvato il nuovo statuto, non sono mancati momenti “rituali", come quando è stato ammainato il Tricolore e issato il Leone di S. Marco, «creando l'atmosfera che ci sarà in piazza S. Marco dopo che avremo vinto il referendum per l'indipendenza». C'è anche spazio per un po' di dialettica sull'eventualità di candidarsi o meno alle prossime politiche. Solo dopo una lunga discussione la proposta di inserire la volontà di non candidarsi a Roma viene bocciata per 38 a 71, incassando però il voto di Chiavegato, e lasciando presagire un prossimo congresso molto combattuto.M.E.B.




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