Tesseravano al Pdl anche i morti
e in blocco centinaia di cacciatori

IL CAOS TESSERAMENTI. Nuove sorprese dalle verifiche interne sui 16 mila nomi inseriti nelle richieste di iscrizione al Popolo della libertà. La procura indaga su 8 mila. Due persone defunte nelle liste. E c'è anche il sindaco di Brendola a sua insaputa: «Voglio le carte». Elenchi di cacciatori tra i tesserati
07/01/2012
Zoom Foto
Un gazebo del Pdl

Vicenza. Anche i morti che firmano. Ci sono almeno due persone che a ottobre erano già defunte ma che incredibilmente hanno potuto "firmare" l'iscrizione al Popolo della libertà. Un personaggio pubblico di Bassano, l'ex assessore Ampelio Pizzato, deceduto a fine 2010, e un semplice cittadino di Valli del Pasubio, Severino Dal Cucco, mancato pochi mesi fa all'età di 80 anni: era un cacciatore.
Non è "fedeltà eterna" al partito, anche perché Dal Cucco, afferma il figlio Dino, «non mi risulta fosse iscritto neanche prima». Qualcuno ha firmato per lui, a quanto pare, tanto che il suo nome - lo confermano fonti autorevoli - risulta nella lista delle 16 mila richieste di adesione al Pdl vicentino. «Se è così è una vergogna», prosegue il figlio, «avanti così e questo Paese finirà allo sfascio». Come altre 8 mila adesioni, quella dell'anziano cacciatore di Valli spirato in agosto del 2010 risulta sospesa (sigla S1), in quanto priva della copia della carta d'identità. Copia che invece, stando alla catalogazione del Pdl, sarebbe stata prodotta per l'iscrizione di Ampelio Pizzato, che in passato era stato iscritto al partito: la sua risulta un'iscrizione formalizzata a tutti gli effetti.
«Sono sicuro che la sua tessera non era tra quelle che ho portato io al partito», assicura Dino Secco, vicepresidente della Provincia e responsabile del Pdl a Bassano. «Non so chi lo abbia fatto, ma il nome c'è».
UN ALTRO SINDACO. Ne stanno emergendo di cotte e di crude dagli elenchi degli "iscritti" a loro insaputa al Pdl berico. Si sono scoperti tesserati personaggi pubblici come Massimo Calearo, deputato dei Responsabili, "Toni" Zanella, capogruppo leghista di Thiene, Alberto Busin, sindaco civico di Zanè. E ora, come spiegato sotto, anche giovani "compagni" e un altro sindaco civico, quello di Brendola Renato Ceron. «Il coordinatore del Pdl Zanettin mi ha informato, ma io voglio vedere il modulo con la mia firma - dice Ceron, molto contrariato -. Sono cacciatore e iscritto all'Acv, ma non so chi sia stato a falsificare la mia adesione. Sono stato nella Dc dai 16 anni, fino al '92. Sono uscito prima della grande bufera e non ho più avuto alcuna tessera. Guido una civica di centrodestra, ma non voglio tessere di partito».
ELENCHI DI CACCIATORI. Quelli su cui è concentrata l'attenzione - anche della procura che ha aperto un'inchiesta - sono i nuovi "iscritti sospesi", cioè le richieste di adesione non accompagnate da documenti. Cosa "sanabile" anche in un secondo momento, con la produzione della carta d'identità, a patto che l'iscritto sia consapevole di esserlo. In alcuni casi è emerso invece che non è così, che qualcuno ha inserito a loro insaputa i loro nomi e anche quelli di persone passate a miglior vita. Un denominatore comune: sono cacciatori. Quelli di cui è emersa la notizia sono iscritti all'Ac, l'Associazione cacciatori veneti di cui l'eurodeputato e candidato al congresso provinciale (se si farà) Sergio Berlato è consigliere. Per i suoi avversari di partito, il più esplicito è stato Giancarlo Galan, le anomalie emerse finora sarebbero riconducibili a lui. Per Berlato, invece, sarebbe un disegno architettato ai suoi danni, per fermare il congresso. «È come se un ladro "firmasse" il suo colpo, dicendo: sono stato io», ha affermato nei giorni scorsi, respingendo ogni addebito.
I CASI ECLATANTI. In attesa che la procura, per un verso, e il Pdl al suo interno, per l'altro, facciano chiarezza, si possono constatare alcuni fatti.
Ci sono città o paesi del Vicentino in cui il boom di "iscrizioni" al Pdl non è passato inosservato. E non è passato sottotraccia il numero di quelle sospese, in molti casi preponderante. Prendiamo Valli del Pasubio: il partito avrebbe fatto un balzo da 23 a 210 adesioni.
Un botto. Solo che di queste 180 sono sospese: c'è la firma e non il documento. E di quei 180 nomi, fonti autorevoli confermano che 133 corrispondono a quelli di persone che nel 2009 avevano la licenza di caccia. Ad Agugliaro, come riferito ieri, gli iscritti sono balzati da zero a 17, tutti sospesi. Di questi 15 sarebbero cacciatori. Succede anche ad Alonte, doce 9 dei 12 sospesi sono nomi di doppiette con regolare licenza. A Caltrano nel 2010 c'era un tesserato al Pdl. In 8 lo hanno seguito e hanno completato un'iscrizioone completa.
Ci sono però 31 richieste di adesione sospese, di cui 26 di cacciatori.
A Recoaro Terme l'esplosione di adesioni avrebbe dell'incredibile: 379, e si partiva da 7. Vorrebbe dire che esattamente il 50% delle persone che alle elezioni regionali del 2010 si recarono in cabina elettorale per votare il Pdl (furono 748 cittadini recoaresi) non si accontenterebbero di essere elettori azzurri, ma non riuscirebbero a fare a meno della militanza partitica. È come se in Italia ci fossero 6 milioni di iscritti al Pdl: numeri da Ventennio, più che da morente Seconda Repubblica. Ma siccome le tessere recoaresi sospese sono ben 343, restano 34 iscritti sicuri, un numero decisamente più credibile.
Dai primi accertamenti gli stessi inquirenti hanno riscontrato l'ipotesi che interi elenchi di cacciatori siano stati catapultati nelle liste pidielline. Lunedì la procura ascolterà le prime persone.
Marco Scorzato

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