La sinistra unita, per liquidare l'ente
VERSO LE PROVINCIALI. Presentato il programma per Pd, Rc, PdCi, Rete civica, Psi, Sel: «Organismo inutile. Meglio le associazioni di Comuni»Appuntamento il 22 gennaio per scegliere tra i candidati Rapporti con l'Idv in frigorifero Rifondazione rinuncia al simbolo
Grandi manovre a Sinistra. Una sinistra unita che ha le idee chiare su dove vuole arrivare: abolire la Provincia. Al suo posto un ente di secondo livello, in pratica un'unione tra Comuni per affrontare questioni pratiche e amministrative. È tutto scritto in una paginetta, in dodici punti. Ecco il patto della Federazione delle sinistre presentato per le elezioni del 2012. A primavera c'è da rinnovare, se non arriveranno contrordini dal Governo Monti, il Consiglio provinciale. Ma è proprio dall'idea di ente da riformare che muove l'accordo sottoscritto dai segretari provinciali Federico Ginato (Pd), Giorgio Langella (PdCI), Benedetto Zaccaria (Rete Civica), Giuliano Ezzelini Storti (Rc), Luca Fantò (Psi), Mattia Pilan (Sel). E cioè: «La Provincia è inutile: va abolita. Non per dar spazio all'idea di Borgomastro che tutto decide e gestisce, come vuole la Lega».
DATE. Partiamo dal concreto. C'è tempo dal 3 al 13 dicembre per candidarsi alle primarie della Federazione di sinistra. Il Pd ha messo un tetto: massimo tre candidati. L'obiettivo delle altre sigle è quello, tutte insieme, di portare almeno un candidato. Può correre chiunque presenti mille firme (per il Pd servono 150 tesserati in elenco). Il voto; il 22 gennaio. Il candidato vincente rappresenterà l'intera coalizione di sinistra che si propone come «alternativa elettorale al centro-destra» e costruirà un programma che partirà dai punti che i segretari provinciali hanno già definito.
PROGRAMMA. Una paginetta densa di contenuti nella quale si dichiara di «voler avviare una nuova stagione amministrativa» fatta di «efficienza, riduzione dei costi della politica e di semplificazione dei livelli amministrativi». I principali obiettivi della Provincia sono «coordinamento ambientale, urbanistico, trasporto pubblico, servizi per l'inserimento lavorativo ed edilizia scolastica».
«Sì perché - hanno sottolineato Pilan e Ginato - questa amministrazione targata Lega non ha saputo lasciare il segno. Hanno solo distribuito i posti nelle varie sedie disponibili».
Nel documento si sottolinea «la questione morale» perché - si legge - «al primo posto c'è il rinnovamento della politica esercitando valori e scelte di coerenza, serietà e onestà». «La disaffezione alla politica è tanta - ha sottolineato Fantò - soprattutto verso la Provincia, un ente destinato a essere chiuso perché inutile». Ma allora perché presentarsi per guidare questo ente? «Per rinnovarlo - spiegano Zaccaria, Fantò e Langella - ma non nella direzione proposta dalla Lega col Borgomastro, eletto e gestore unico del potere. Spingeremo a Roma per una legge che abolisca le Province: al loro posto un ente di secondo livello, formato dai sindaci che gestiranno i vari settori: quindi addio Aato e Consorzi. Alla Regione le competenze prettamente generali. Questo è vero federalismo».
PERCORSO. Con la presentazione del documento si è avviato «un percorso seguendo il "modello Pisapia"» ha sottolineato Pilan. Ecco allora che le diverse anime della Sinistra cercano di trovare i punti in comune, piuttosto di quelli che li hanno divisi alle ultime amministrative. Come la decisione di Rc pronta a «ritrovarsi sotto un simbolo unico, anche senza la falce e martello, per un percorso che porti all'unità della sinistra. Questo non significa rinunciare al nostro simbolo - spiega Ezzelini Storti - Non si tratta di perdere, ma di guadagnare in qualità con un gruppo coeso e un progetto condiviso». Un'apertura che ha fatto dimenticare al Pd l'idea di non volere far squadra con Rc: «Tutte le nostre riserve sono cadute - conferma Ginato - si riparte insieme».
È l'alleanza con Idv invece ad essere messa in congelatore: «Sarà il vincitore delle primarie a presentare un programma e a scegliere gli alleati».
Cristina Giacomuzzo
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