«Aiutatemi sto morendo»
LE DRAMMATICHE ULTIME PAROLE. La donna ha visto l'assassino che scappava dal box tentando di nascondere il voltoLa testimonianza raccolta da una cliente che ha dato l'allarme ai carabinieri e chiamato il 118 Inutile l'intervento dei sanitari
THIENE
«Aiuto! Aiuto! Mi hanno accoltellato». Ha sentito le urla dalla sua auto, ha visto una sagoma che correva via e, senza un attimo di esitazione, si è precipitata all'interno della stazione di servizio. Francesco Zoppello era a terra, in un lago di sangue.
«Aiutami - ha ripetuto ancora una volta alla cliente - sono stato accoltellato». Poi più nulla. Lei ha cercato di soccorrerlo, ha chiamato il 118 con il telefonino ma, al loro arrivo, qualsiasi tentativo di rianimarlo è stato vano. Il benzinaio è morto dissanguato pochi istanti dopo, tra le sue braccia.
La donna è arrivata al distributore Esso di viale Europa attorno alle 17.30.
In quel momento non c'erano, a rifornirsi, altri automobilisti. Lei ha spento la macchina e ha atteso qualche istante che Franco, così era conosciuto da tutti, venisse a servirla. Lo conosceva, era una cliente affezionata ed era solita andare da lui a fare benzina. All'improvviso, mentre aspettava, seduta in auto, ha sentito le urla e le invocazioni d'aiuto provenire dal piccolo ufficio, a qualche metro di distanza.
In seguito, benché comprensibilmente sotto choc, la donna avrebbe raccontato di aver scorto una sagoma nella penombra. Un uomo un cappellino da baseball chiaro, forse bianco, calato sugli occhi, che è subito corso via cercando di coprirsi il volto con le mani, forse per paura di essere riconosciuto o inquadrato dalle telecamere installate nella stazione di servizio. Sempre secondo la sua testimonianza l'uomo avrebbe indossato una tuta da ginnastica scura.
Lo avrebbe visto correre via imboccando, a piedi, via Torino, la laterale di viale Europa, una strada piuttosto stretta e poco illuminata. Una volta girato l'angolo non lo ha più visto. Nel frattempo è entrata nell'ufficio di Zoppello e la scena che si è trovata davanti era terribile: l'uomo era riverso a terra, in una pozza di sangue. L'ufficio era completamente a soqquadro.
Sembra probabile che, appena ha visto il bandito entrare, il benzinaio abbia reagito, spingendolo con forza contro il registratore di cassa, mandando in frantumi anche la vetrina del chiosco. Il rapinatore ha reagito a sua volta, freddandolo con tre coltellate per poi darsi alla fuga a piedi. Non appena la cliente, che aveva sentito le urla, è entrata nell'ufficio l'uomo ha ripetuto, ormai con un filo di voce, che era stato accoltellato, e l'ha implorata di salvarlo. Purtroppo però i colpi inferti, due al torace e uno alla gamba, non gli hanno lasciato scampo e, dopo qualche minuto, l'uomo è morto. I sanitari del Suem, accorsi in viale Europa a gran velocità, hanno cercato in tutti i modi di salvarlo ma è stato subito chiaro che per lui non c'era purtroppo nulla da fare. Un dipendente del bar di fronte, che conosceva ormai da anni la vittima non si sarebbe accorto di nulla se non quando, ormai, era troppo tardi.
«Ero al lavoro e non ho visto niente - ha spiegato -. Di colpo, nella via, si è scatenato il caos, ho sentito le sirene e ho visto i lampeggianti. Ho capito che doveva essere successa una tragedia». C.M.V.
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