Province, Monti vuole l'eliminazione. E spunta un'ipotesi: niente elezioni

POLITICA. Le linee del nuovo Governo alimentano voci insistenti: il Consiglio in carica potrebbe essere prorogato. Il presidente Schneck: «Non siamo un costo». Il Pd Ginato: «Proroga? Sarebbe scelta naturale»
18/11/2011
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Al centro Mario Monti, presidente del Consiglio dei ministri

Niente elezioni e proroga dell'amministrazione e del Consiglio in carica, in attesa dell'eliminazione con legge costituzionale? È soltanto un'ipotesi, per la Provincia di Vicenza e per le altre otto che in primavera sono in scadenza di mandato, ma torna d'attualità.
MONTI "L'ELIMINATORE". Era circolata in estate per poi rispuntare negli ultimi giorni, dopo la caduta del governo Berlusconi; in settimana, ne avevano parlato informalmente anche il presidente Attilio Schneck con alcuni assessori della sua Giunta; e ora l'ipotesi si alimenta alla luce delle linee programmatiche illustrate ieri dal neopresidente del Consiglio Mario Monti: al Senato, in un passaggio peraltro applaudito da parte dell'aula, ha detto di voler procedere «al riordino delle competenze delle Province» e che «può essere disposto con legge ordinaria», in vista della «completa eliminazione» con legge costituzionale «così come prevedono gli impegni presi con l'Europa».
L'INCERTEZZA. Se la volontà politica dell'esecutivo ora appare chiara, nulla si dice sull'immediato: che succederà alle Province in scadenza nel 2012? Si andrà alle urne, nonostante sia annunciata la loro imminente eliminazione? O si risparmieranno i milioni della consultazione, prorogando gli attuali organi in carica?
Quest'ultima ipotesi sarebbe percorribile solo nella certezza di un calendario preciso per giungere alla «completa eliminazione» come dice Monti. Il riordino era l'impegno assunto già dal Governo Berlusconi. Qualcuno l'aveva preso, però come «il solito annuncio, poi non se ne farà niente». Una frase che era rimbalzata da un capo all'altro dell'Italia e che ha fatto sì che in pochi credessero nella possibilità di non andare a elezioni. Tra questi, alcuni esponenti del Pd, come Claudio Rizzato - che aveva suggerito di non presentare le liste - o i circoli democratici di Schio, Torrebelvicini, Santorso e Valli del Pasubio - che avevano chiesto che tutto il Pd, in Italia, premesse in questa direzione. Nell'incertezza, però, tutti i partiti hanno iniziato a prepararsi al voto.
COMMENTI. Ma la caduta del Cavaliere ha riacesso i dubbi e le parole di Monti ora li rinforzano. «Una proroga dell'attuale amministrazione? Non lo so», dice il presidente leghista Schneck. Il Carroccio, contrario all'abolizione delle Province, aveva ingoiato (ma votato) controvoglia il riordino contenuto nella manovra estiva. Ma ora che è passata all'opposizione, la Lega torna a tuonare: «Cosa pensano di risparmiare con l'abolizione? Le Province, con la riduzione dei consiglieri a 14, costano 31 milioni in Italia - dice Schneck -. Spero che questo governo di bancari (testuale) faccia bene i conti».
«La proroga dei Consigli in carica? Sarebbe la cosa più naturale - sostiene invece Federico Ginato, segretario provinciale del Pd - ma finché non ci sono certezze noi dobbiamo prepararci alle elezioni, anche se imposteremo la campagna già pensando al "dopo", ad un ente che rappresenti i sindaci».M.SC.