Miozzi: «No alla ricapitalizzazione» Schneck: «Affare da non perdere»
È stato prorogato di una settimana, fino cioè a venerdì 18 novembre, il termine per dire sì all'aumento di capitale. Tra i soci pubblici resta alla finestra il Comune di Vicenza. Il Comune di Padova ha invece già fatto approvare in Consiglio comunale il via libera alla ricapitalizzazione: ma cosa succederà adesso che il fondo F2i si ritrova meno interessato all'acquisto con la Provincia di Padova corteggiata anche dal gruppo Mantovani?
Poco importa alla presidente patavina Degani che ha comunque non solo due acquirenti pronti a sfidarsi in una gara ad hoc per le sue quote ma è in grado di rispondere da sola all'aumento di capitale di Serenissima.
Ieri a palazzo Nievo il gruppo di maggioranza, Lega e Pdl, si è ritrovato per un aggiornamento su quanto sta accadendo in queste delicate ore, direttamente dal presidente della società Serenissima, Attilio Schneck, anche alla guida della Provincia di Vicenza. Ovviamente la linea è quella che nei giorni scorsi Schneck ha voluto dichiarare a Il Giornale di Vicenza: «Privati hanno acquistato dai pubblici, ma la governance non cambierà fino al 2013. Soci pubblici o privati conta poco, l'importante è avere sintonia sulla strategia e quella c'è: Serenissima ci consente di fare il servizio pubblico, cioè le grandi opere che la Provincia non sarebbe in grado di fare. Che cosa sono i 35 milioni di euro investiti nel 2005 di fronte alla Valdastico Sud da 1,2 miliardi? E la Valdastico Nord, da 2 miliardi, chi la fa se non Serenissima? È strategico essere in Bs-Pd. E si può governare anche con un partner privato». Non intende partecipare invece la Provincia di Verona. Lo dichiara il presidente Giovanni Miozzi, alle prese con difficoltà di bilancio. A commento di quest'ultima posizione si inserisce una nota di Federico Ginato (Pd): «La Provincia di Vicenza deve ripensare la scelta di partecipare all'aumento di capitale di Serenissima. Spendere 12,5 milioni di euro per far crescere una partecipazione ormai privata non è giustificabile. Schneck deve pensare alle necessità finora inascoltate dei cittadini, i bisogni concreti come i trasporti e l'edilizia scolastica».
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