Primarie, l'Idv si chiama fuori

CENTROSINISTRA. Manovre verso le Provinciali: al Pd si potrebbe affiancare “l'alternativa” con Sel, Psi, Civiche e altri
Pesavento: «Siamo orientati a non partecipare, ma ciò non vuol dire che discutiamo l'alleanza» La Sinistra invece si riavvicina
05/11/2011
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Alessandro Pesavento, Idv

Senza Italia dei valori e con Rifondazione e comunisti italiani? La partita delle "primarie di coalizione" scalda il clima a centrosinistra in vista delle elezioni provinciali di primavera.
Dopo che il Partito democratico ha deciso di mettere in gioco fino a tre candidati per far scegliere agli elettori la figura che correrà al governo di Palazzo Nievo, la coalizione sta registrando due novità: da un lato si sta coagulando un percorso nell'area a sinistra del Pd che - e questa è la sorpresa - potrebbe alla fine estendersi anche alla Federazione della sinistra; dall'altro, la freddezza che negli ultimi mesi ha caratterizzato i rapporti (vicentini) tra Pd e Italia dei valori si potrebbe concretizzare con uno strappo (parziale) dei dipietristi: «Siamo orientati a non partecipare alle primarie - afferma il coordinatore provinciale Alessandro Pesavento -. Ciò non vuol dire che l'alleanza con Sel e Pd, che esiste fin dal livello nazionale, sia in discussione».
QUALI PRIMARIE? Senza Idv e con la Sinistra: le primarie di centrosinistra potrebbero avere questi confini, ma la partita non è chiusa. Due settimane fa, la direzione provinciale del Pd ha deciso la sua linea: «Fino a tre candidati del partito per le primarie "aperte" - spiega il segretario Federico Ginato - a patto di non riprodurre gli errori del passato». Leggasi «Unione», la super coalizione con tanti, troppi partiti che nel 2008 affossò il secondo governo Prodi. Per questo l'idea iniziale dei democratici era di limitare l'alleanza a Sel, Psi, Rete Civica e Idv, e di escludere la Federazione della sinistra. «A meno che...».
L'INCONTRO. E proprio quell'«a meno che» sembra delinersi in queste ore. Nel dettaglio: l'altra sera la Rete Civica, rappresentata da Benedetto Zaccaria, ha organizzato il secondo incontro-confronto con le forze di centrosinistra per sondare la possibilità di percorsi comuni: c'erano Luca Fantò, del Psi, Tomaso Rebesani, di Sinistra e libertà, e Giuliano Ezzelini Storti, della Federazione della sinistra. Non c'era il Pd, cosa che ha sorpreso alcuni, ma che ha una sua ragione semplice: i democratici dopo aver scelto la loro linea e filosofia - primarie aperte, no a frammentazioni eccessive sulle sigle, apertura alla società - si sono messi alla finestra.
Per ora non ci sono timbri ufficiali, ma qualcosa è cambiato: ieri Sel, Psi e Civiche hanno intavolato un dialogo con la Sinistra e, da lì, potrebbe nascere un percorso che porterà a individuare un candidato unico espressione "dell'alternativa". «Un candidato della sinistra diffusa, in continuità con l'esperienza dei referendum su acqua e nucleare - dice Tomaso Rebesani, di Sel -. Noi vogliamo una mobilitazione aperta alla società come quella che a Milano ha portato alla candidatura di Pisapia. Chi ci sta è il benvenuto». Dopo l'incontro, la Federazione della sinistra è più vicina al progetto primarie: «Siamo per unire la sinistra e battere le destre», afferma il coordinatore Giuliano Ezzelini Storti. E il Pd cosa ne pensa? «Ben venga - afferma Ginato - questo approccio di apertura alla società e di semplificazione del quadro senza un'eccessiva frammentazione».
IDV SI SMARCA. Un paio di candidati del Pd più il candidato "dell'alternativa": è questo lo schema-primarie che potrebbero mettere d'accordo tutti. O quasi. L'Idv, infatti, finora si è chiamata fuori: «Sel e Pd sono i nostri alleati, ma non ci sentiamo da tempo - dice Pesavento -. L'obiettivo del centrosinistra dovrebbe essere allargare il consenso oltre il 30%. Ma temo che con le primarie non si vada oltre i soliti confini, invece noi dialoghiamo con chiunque ci stia. Ma ciò non significa mettere in dubbio l'alleanza con Sel e Pd».
Replica a distanza Ginato: «Il metodo partecipativo di selezione del candidato non impedisce alleanze successive».
C'è comunque ancora tempo per nuovi scenari. E i nomi? Finora nessuna candidatura ufficiale. L'ipotesi di Matteo Quero (Pd) frulla da settimane, ma non sono escluse sorprese. "L'alternativa", invece, pescherà fuori dai partiti.

Marco Scorzato