Il centrosinistra verso le primarie col rebus-regole

POLITICA. Democratici, vendoliani e Idv si preparano alle Provinciali
Ginato (Pd): «Modalità e numero di candidati sono da definire» Sel: «Apriamo alla società civile» Quero preme, gli altri nell'ombra
09/10/2011
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La sede della Provincia a Palazzo Nievo: in primavera si vota

C'è un refrain che circola da qualche tempo a centrosinistra: magari le primarie non garantiscono la vittoria, ma rinunciarvi assicura la sconfitta. Le elezioni amministrative di primavera, con i casi di Torino, Milano e Bologna, hanno rinforzato questa convinzione. È anche per questo che le primarie continueranno ad essere il metodo con il quale la coalizione di centrosinistra sceglierà i propri candidati: anche quello che lotterà per la presidenza della Provincia alle elezioni del 2012. Il punto è capire quali saranno i confini della coalizione (quanta sinistra ingloberà?) e le regole d'ingaggio: chi voterà? Quanti i candidati per partito? Potranno venire dalla società civile?
PD, IDV E SEL. È una partita ancora tutta da giocare, ma il sistema primarie sta scaldando i motori. Ci crede il Partito democratico, pilastro centrale della coalizione: «È un metodo ormai interiorizzato dal nostro partito», dice il segretario provinciale Federico Ginato; semmai i democratici si dividono sulle regole, sui confini di partecipazione e di voto. Anche Sinistra e libertà crede nel metodo e preme sull'acceleratore: «Dobbiamo coinvolgere quel nutrito mondo che vive ed è attivo fuori dai partiti», avverte Tomaso Rebesani, coordinatore provinciale di Sel. Più fredda, invece, l'Italia dei valori: pur ricordando che «con Pd e Sel c'è un rapporto di alleanza», il coordinatore provinciale Sandro Pesavento sottolinea che «è troppo presto per definire le strategie in vista delle Provinciali».
PROVINCE DELEGITTIMATE. In epoche di normalità - se mai la parola si addica alla politica italiana - le mosse di avvicinamento alle Provinciali, da destra e da sinistra, sarebbero già iniziate. Invece tutto langue, perché mai come oggi. delegittimate da un'estate di proclami (anche demagogici) su caste e costi della politica, le Province sono state così in sofferenza. Va da sè che i partiti stentino a profondere sforzi e ad investire risorse. Il gioco - si chiedono - vale la candela?
PRIMARIE APERTE O NO? Il quesito frulla anche in casa Pd e la loro risposta, alla fine, è sì. «Non intendiamo rinunciare alle primarie - dice il segretario Ginato - sono in corso contatti con Idv e Sel e con la Rete delle liste civiche». Restano «da definire le modalità e le regole». Già nel Pd è tema di dibattito, anche acceso. La segreteria cittadina ha votato per la linea "restrittiva": consultazione dei soli iscritti per la selezione del candidato presidente; e un solo candidato del Pd al tavolo della coalizione. L'alternativa sarebbe la candidatura plurima dentro al Pd, che renderebbe più vivo il confronto; ma c'è chi teme l'effetto-Pisapia, cioè di fare il gioco dei candidati extra-Pd. «In questi giorni ascolteremo la base - dice Ginato - poi formuleremo la nostra proposta agli alleati».
TIRA E MOLLA. L'Italia del Valori, per ora, è la più guardinga: «Il quadro nazionale è troppo fluido, è presto per fare valutazioni - dice Pesavento - Stiamo vagliando le possibili ipotesi e le primarie di coalizione sono tra queste». Sinistra e libertà spinge per le «primarie di coalizione aperte a tutti, anche al di fuori dei partiti, unica via per coinvolgere gli elettori; altrimenti è un giochino tra i "soliti"», afferma Rebesani.
QUERO & C. E i nomi? L'unico ad aver già dichiarato la propria disponibilità è Matteo Quero, consigliere provinciale. Gli altri sono solo rumors: prima dell'estate erano circolati altri nomi in area Pd, tra cui quello di Maurizio Scalabrin, ex sindaco di Montecchio Maggiore o di Emilia Laugelli, ex assessore a Schio. Tra le figure di spicco ci sono anche sindaci al secondo mandato, come il valdagnese Alberto Neri, lo scledense Luigi Dalla Via o Diego Marchioro, di Torri di Quartesolo. Per l'Idv potrebber correre lo stesso Pesavento, mentre Sel potrebbe estrarre dal cappello un nome fuori dal coro e dai partiti: consapevoli che i Pisapia sono merce rara, ma tentar non nuoce. Regole permettendo.

Marco Scorzato