La Lega vuole sia Valdastico che super Valsugana
INFRASTRUTTURE. Il convegno a Trento voluto dal Carroccio«Contro polveri sottili e traffico servono entrambe le strade». «No - replica la Provincia trentina - la A31 serve solo ai bisogni della Serenissima»
Roberta Bassan
INVIATA A TRENTO
«A metà degli anni Settanta in Trentino erano tutti d'accordo sul completamento della Valdastico a Nord. Il presidente della giunta provinciale Giorgio Grigolli sospese la decisione alcuni mesi per dirimere alcune questioni marginali. Sono passati 40 anni e siamo ancora qui a parlarne». Il chirurgo Claudio Eccher, prestato alla politica, vicepresidente del consiglio provinciale di Trento e suocero del senatore leghista Sergio Divina con cui ieri ha promosso un convegno sugli sbocchi infrastrutturali del Trentino verso il Veneto va subito al nodo della questione. Tra i relatori ci sono tutte le posizioni: i favorevoli e i contrari alla Valdastico. Fuori della sala c'è il superfavorevole presidente della Serenissima, Attilio Schneck, che cerca di convincere anche i giornalisti trentini che la Valdastico serve non solo a Vicenza e a Trento, ma anche all'Italia e all'Europa. Dentro l'urbanista Fuvio Forrer, su tutti, membro del Consiglio direttivo di Cipra, Commissione nazionale per la Protezione delle Alpi, che sostiene che l'opera «risponde solo a bisogni contingenti (rinnovo concessione) e di concorrenza economica (ampliamento del mercato alto vicentino)». Per lui insomma è una partita solo campanilistica. Il sen. Sergio Divina che perora il prolungamento da Piovene Rocchette al Trentino va con le cifre inserendo la necessità della Valdastico tra la nascente Pedemontana e l'inevitabile potenziamento della Valsugana necessario per accogliere 35 mila nuovi ingressi dal Veneto, a fronte dei 13 mila attuali. «Già così - come ha detto il dott Marco Rigo di medici per l'ambiente - la Valsugana è regina di inquinamento. A maggio ha già prodotto 29 sforamenti per le polveri sottili, contro il limite massimo di 35 sforamenti annuali e non siamo neppure a metà anno». Dunque, è la conclusione di Divina, lo scorrimento della Valsugana potrebbe essere aiutata da una seconda via che ripartirebbe i flussi di traffico per andare verso Nord. E fa l'esempio da Thiene: con la Valdastico Nord bastano 56 km per andare a Trento, contro i 120 km attraverso la Pedemontana - Valsugana, contro ancora i 199 km via A4 -Autobrennero. Insomma, quella manciata di km che la Serenissima sta progettando e consegnerà entro due anni, pena la perdita della concessione, vanno fatti. Questa è la tesi di Schneck e dei leghisti trentini con cui ha rinsaldato l'asse: «Al Trentino servono sia la Valdastico che una nuova superstrada in Valsugana perché quest'ultima da sola non basterà per assorbire il maxi traffico».
Ed ecco il punto fatto passare ieri al convegno: Valdastico e super autostrada in Valsugana non sono incompatibili, anzi sono necessari. Schneck lo dice a gran voce, lo dicono i politici al convegno promosso dalla Lega, fino a quando arriva il vicepresidente della giunta provinciale Alberto Pacher che spariglia le carte: «Due autostrade che arrivano in Val d'Adige non esistono».
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