In quattro a processo per le «fatture false»

L'INDAGINE. Una presunta evasione da oltre un milione di euro
06/04/2011
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L'ipotesi è che l'imponibile sottratto al Fisco sia superiore al milione

Andranno a processo per una serie di false fatturazioni per centinaia di migliaia di euro. Sono quattro gli imprenditori rinviati a giudizio al termine dell'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Eloisa Pesenti.
Si tratta di una vicenda alquanto datata, dal momento che l'indagine affonda radici in fatti che risalgono anche ai primi anni Duemila e che si sono poi protratti fino al 2006.
Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero Salvadori, che aveva chiesto il rinvio a giudizio di sette persone, il sistema di false fatturazioni ruotava attorno all'azienda Miotti Giovanni Import-Export di cui è titolare lo stesso Miotti, 62 anni, di Isola Vicentina. Quest'azienda si sarebbe resa responsabile di evasione fiscale avvalendosi di fatture false emesse da altre ditte: inscrivendo le false fatturazioni a bilancio, avrebbe così abbattuto il reddito imponibile riuscendo ad evadere il Fisco sia per quanto riguarda le imposte sul reddito sia per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto.
L'indagine ha coinvolto almeno altre sei aziende che avrebbero emesso quelle fatture false a beneficio della Miotti. Per tre degli indagati, titolari di altrettante aziende che avrebbero avuto quel ruolo, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il non luogo a procedere, in quanto i reati contestati sono caduti in prescrizione: si tratta di Francesco Benvegnù, 54 anni, di Breganze, titolare della Servizi all'impresa e logistica; di Pierino Fornasari, 50, di Desio, amministratore unico della Ital pallets srl; e di Costantino Claris, 75 anni, di Brescia, della stessa azienda. Le fatturazioni presunte false emesse dalle loro aziende risalgono al periodo 2001-2004, pertanto è scattata la prescrizione.
Andranno a giudizio, invece, gli altri quattro imprenditori coinvolti nell'indagine. È quanto ha deciso ieri il giudice Pesenti nei confronti di Daniele Bonaguro, 44 anni, originario di Cogollo ma residente a Fara Vicentino e titolare della Servizi 2000. La procura sostiene che abbia emesso fatture fittizie per operazioni inesistenti per 560 mila euro, al fine di consentire a Miotti di evadere le imposte, compresi 112 mila euro di Iva. A giudizio anche Giuseppe Laterza, 53 anni, di Castel Maggiore, titolare dell'omonima impresa individuale che avrebbe emesso, nel corso del 2005 e del 2006, false fatture per oltre 400 mila euro, con Iva per oltre 140 mila euro; a processo, inoltre, andrà anche William Di placido, titolare dell'omonima impresa individuale, che la procura ritiene abbia emesso fatture fittizie per 240 mila euro in due anni tra il 2005 e il 2006. Con loro, in Aula, anche Giovanni Miotti: l'ipotesi è che, avvalendosi delle false fatture, abbia sottratto oltre un milione dall'imponibile della sua azienda. L'udienza è fissata per il 10 ottobre.M.SC.