«Non ho giustificato mai la bestemmia»
SCUOLA DI CULTURA CATTOLICA. Ieri lezione su fede e relativismoMons. Fisichella dopo il caso Berlusconi e i cattolici
Era stato il vescovo Nosiglia, quando era ancora a Vicenza, a chiedergli di venire ad aprire il ciclo 2011 della Scuola di cultura cattolica " Mariano Rumor". E nonostante i continui viaggi, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, ha mantenuto la promessa. «Vuol dire - gli dice l'amministratore diocesano mons. Lodovico Furian, presentandolo nel salone delle Opere sociali che quando avremo il nuovo vescovo, tornerà qui da noi». La sua prolusione ha aperto il corso di formazione che ha superato il secolo di vita, dopo essere nato come strumento di istruzione ai tempi delle Leghe bianche, per diventare fucina di colletti bianchi e poi essere trasformata negli anni Cinquanta da Mariano Rumor in palestra per la testimonianza cattolica nel mondo civile e politico.
Il tema è la nuova evangelizzazione, "un cammino segnato dal Vaticano II che giunge a compimento, ma per ripartire verso nuovi orizzonti", in vista, fra l'altro, del Sinodo dei vescovi del 2012, dedicato a riproporre nel contesto attuale il valore e la forza della fede cristiana contro i totem e le tentazioni del relativismo, frutto negativo di un'estremizzazione del secolarismo. Fisichella parte da una frase-provocazione di Dostoievski: "Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo ?". E ne aggiunge un'altra: "L'uomo di oggi sente ancora bisogno della salvezza ?". Il paradigma si impernia su una certezza cristiana: "Davanti a Gesù di Nazareth non si può restare neutrali se si vuole dare un senso alla propria vita". Il cristianesimo, dunque, come essenza esistenziale nella sua peculiarità di essere profondamente inserito nella storia. Da qui anche l'importanza di capire quale cammino compiere in futuro. Il Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione è stato istituito proprio per affrontare questa sfida nella consapevolezza che un'epoca è finita per sempre e occorre immergersi in una nuova fase in cui portare con coerenza i segni della fede difendendosi da forme di indifferenza religiosa che costituiscono un ateismo di fatto. "Siamo chiamati a rinvigorire lo spirito missionario" - spiega risvegliando la fede nei paesi di antica tradizione". L'obiettivo deve, perciò, essere quello di offrire risposte adeguate perchè la Chiesa sia in grado di togliere l'uomo contemporaneo dal deserto in cui vive.
Come fare, mons. Fisichella, per applicare questa dottrina in una società dove i valori sono in caduta?
Restare su un pendio scivoloso non porta in nessuna parte. Mantenere la rotta significa riflettere sul senso della propria vita, sulla ricerca da compiere per raggiungere la felicità.
Che cosa è per lei la felicità ?
L'incontro con Gesù oggi, domani, sempre, contro ogni proposta effimera.
Ripeterebbe la dichiarazione con cui avrebbe contestualizzato la bestemmia di Berlusconi ?
È offensivo per me che qualcuno creda che avrei giustificato la bestemmia. Lo ha detto un'agenzia, non io.
Cosa pensa del degrado della vita politica di oggi ?
Se lei non fosse un giornalista glielo direi
. F.P.
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